Quickribbon Occhio su Roccella: Nasce il Partito Democratico Meridionale
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

giovedì, marzo 16, 2006

Nasce il Partito Democratico Meridionale

E' nato ufficialmente il Partito Democratico Meridionale, Pdm, numero 1 il governatore della Calabria, Agazio Loiero. L'atto ufficiale davanti al notaio di Catanzaro, dove il presidente della Giunta Regionale della Calabria ha apposto la prima firma. La decisione odierna rappresenta l'atto definitivo di una frattura all'interno dell'Ulivo calabrese.
Il Partito Democratico Meridionale “è l’avanguardia di un progetto ben più vasto e complesso nel quale, grazie al consenso dei cittadini calabresi, Agazio Loiero e i suoi tanti amici sapranno svolgere un ruolo di primo piano. Sono convinto che, in tutta la regione, non mancheranno le necessarie adesioni per fare di questo movimento uno strumento di democrazia e di libertà”. Lo afferma l’assessore all’agricoltura della regione Calabria, Mario Pirillo, promotore dell’iniziativa con Loiero ed io consigliere regionale Piero Amato dopo la scissione dalla Margherita. “Insieme al Presidente Loiero e al collega e amico Pierino Amato - afferma - abbiamo costituito il gruppo consiliare del Partito Democratico Meridionale. Con questo atto si chiarisce anche la posizione che gli amici del Presidente Loiero hanno voluto assumere nel corso delle ultime settimane, con la presenza di alcuni di noi nelle liste del Codacons sia alla Camera che al Senato. Nessuno, tra noi, ha mai pensato di costruire un percorso alternativo alla nascita di un forte partito dei riformisti italiani, il Partito Democratico il cui leader naturale è e rimane il candidato premier Romano Prodi. Avremmo voluto contribuire direttamente sia nella lista dell’Ulivo alla Camera che in quella della Margherita al Senato. Purtroppo, scelte maturate lontano dalla Calabria, nella composizione delle liste, - continua - ci hanno costretti a trovare soluzioni alternative, ma pur sempre utili alla vittoria del centrosinistra e, in un futuro che speriamo non sia molto distante, alla nascita e costituzione del Partito Democratico. Un partito, questo è il nostro auspicio, che sia federale non a parole, ma nei fatti; in cui ogni territorio possa scegliere la propria classe dirigente: capace, motivata, pronta a lavorare duramente per difendere gli interessi della Calabria”.
Un nuovo partito del quale sinceramente non ne sentivamo proprio la necessità, aggiungiamo noi.
In Italia si è tanto parlato di bipolarismo nell' ultim decennio e poi spuntano partiti e movimenti da tutte le parti, emblematico l’esempio dei Socialisti che oltre ad avere 2 fratelli contro, Stefania Craxi con il centro-destra e Bobo Craxi con il centro-sinistra, si presentano, solo in Calabria, con 4 simboli diversi tra Camera e Senato.
Dopo Tangentopoli tutti si sono affrettati a parlare di una nuova era politica, segnata anche dal passaggio al sistema elettorale maggioritario, ma da allora sembra essere cambiato ben poco, visto il proliferare di partiti e partitini e il ritorno al sistema elettorale proporzionale, a questo proposito sembra contare ben poco la volontà dei cittadini di una “Repubblica democratica” in cui “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, visto che il sistema elettorale maggioritario era stato voluto proprio dalla popolazione con il referendum dell’aprile del 1993.
“Il potere logora chi non ce l’ha” affermava Giulio Andreotti in tempi lontani dagli attuali, e tutto è lecito purché si arrivi a raggiungerlo, concludiamo noi.

5 commenti:

pIcIaRo ha detto...

Ero convinto che ci fosse un solo Raffaele Lombardo, invece il presidente Loiero sembra voglia seguire propio quella strada...
Largo ai giovani in politica mi viene quasi spontaneo da dire, come crediamo di pensare minimamente alla rappresentanza femminile se già quella dei giovani è inesistente? Il nostro parlamento è da sempre uno dei più vecchi d'europa... Quando potremo avere anche noi una sfida tra candidati che fanno sport, hanno meno di 50anni e sanno che l'i-pod non è una nuova tassa.? Spero di essere vivo quando accadrà..

Antonio ha detto...

Loiero si sta, tristemente, solo dimostrando per quello che è: un politico che è arrivato dove è arrivato grazie a piaceri, favori, raccomandazioni e poca coerenza... non penso che con Abramo la politica calabrese sarebbe cambiata di molto. Il problema è che tutta, ma proprio tutta (quindi non parliamo di eccezioni, perchè quelle confermano solo ciò che penso...) è completamente marcia, dedita ai propri interessi e a quelli dei loro amici. Do non c'è niente da fare, io non ho perso la speranza, quella mai, ma la fiducia nelle istituzioni a noi più vicine si. La Calabria, nonostante l'affetto e la stima verso i ragazzi di Locri, non cambierà mai, nemmeno fra 100 anni. Ci vorrebbe un miracolo ma, si sa, in Calabria i miracoli non esistono...

the saint ha detto...

Forse io sono ancora più catastrofico la speranza non l'ho persa perchè perquanto mi riguarda non l'ho mai avuta.
Non ho mai creduto in un cambiamento neanche dopo i tragici fatti di Locri e il movimento dei giovani della locride.
La politica è fatta dalle "vecchie volpi" che escono dalla porta e rientrano dalla finestra, l'unico modo per lasciarli fuori è murare tutte le entrate ma noi giovani possiamo fare ben poco se nessuno ci prende mai in considerazione!!!!!!

Fragger News ha detto...

Voglio rendervi partecipi di una mia personalissima intuizione... In Italia i giovani e le donne sono una vera e propria minoranza linguistica da tutelare, se sei giovane e basta il problema, col tempo, si risolve da se.

E' infatti notorio che i giovani invecchiano presto, quasi subito. Ma se sei giovane e donna non ci sono santi, donna sei e donna resti.

Sempre che le donne non decidano di disegnarsi i baffi col rimmel.

Anonimo ha detto...

Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.