Quickribbon Occhio su Roccella: aprile 2006
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

sabato, aprile 29, 2006

La settimana...


Posto qualche articolo apparso in settimana sui giornali locali, uno spunto di riflessione!!!



P.S. Vi informo anche che
secondo una speciale classifica elaborata dal settimanale “Gente” sul rapporto qualità - prezzo delle località turistiche italiane, Roccella Jonica in provincia di Reggio Calabria risulta al terzo posto, quindi se volete una vacanza a prezzi contenuti, ma senza rinunciare alla qualità, la terza scelta migliore, secondo l’inchiesta di “Gente” ricade proprio sulla cittadina del costa jonica reggina!!!!




Assindustria, Femia (Grafiche Femia) al vertica
Votato a larghissima maggioranza, sarà il presidente per il prossimo quadriennio




Il Governo ha commissariato l'Asl di Locri
Il superprefetto De Sena: 0ra comincia il lavoro di normalizzazione




La Margherita si fa in due
Autorizzata la doppia lista. Nella Cdl irrompe il Cdc




Il duello Naccari - Scopelliti
Scontro sulle responsabilità. Progetti e impegni




Dl spinge per la verifica alla Regione
Gli umori nel partito di Rutelli che nella prossima settimana riunirà gli organi dirigenti







giovedì, aprile 27, 2006

Le mani della mafia sull’Asl


Locri/ Il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento. Dieci condanne per un appalto irregolare

CATANZARO. Il Consiglio dei Ministri ha deciso lo scioglimento della Azienda sanitaria locale numero 9 di Locri, dove sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata. Nei mesi scorsi, dopo l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, il prefetto di Reggio Calabria, su delega del Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, aveva disposto l'accesso antimafia nell'azienda sanitaria. Contestualmente al provvedimento di scioglimento dell' Asl di Locri, il Consiglio dei ministri ha nominato commissario prefettizio il dirigente in congedo dalla Polizia di Stato Antonino De Luca. "Sarà nominata molto presto la commissione prefettizia che dovrà gestire l'Asl di Locri". Lo ha detto all'AGI il prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena. "Il provvedimento - ha detto - era atteso. Il ministro dell'Interno ha ritenuto di dover chiedere lo scioglimento che è stato deliberato. La decisione prelude ad una intensa attività da parte della comissione prefettizia che si insedierà presto e lavorerà - ha aggiunto De Sena - in sintonia con la Regione in modo tale da poter riorganizzare il sistema sanitaria nella Locride". Intanto sempre ieri dieci persone, tra cui ex dirigenti o dirigenti in servizio all'Asl di Locri ed imprenditori, sono state condannate dal Tribunale a conclusione del processo scaturito da una inchiesta su irregolarità nelle procedure per le gare d'appalto relativo all'affidamento del servizio di lavanderia. Tutti gli imputati sono stati dichiarati incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione per al durata di due anni. Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero pilotato l'appalto per favorire la ditta vincitrice.

fonte: Il Giornale di Calabria

martedì, aprile 25, 2006

POVERO SILVIO......!!!!!!!!!

Il clima politico ultimamente è più che mai incandescente, forse è meglio staccare un pò la spina, per questo abbiamo voluto fare una raccolta della indimenticabili gaffe del nostro ex Premier, così tanto per ridere un pò.......

Che nessuno ne abbia a male!!!!!!!!
APR 2006 -- "Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi", ha detto commentando la proposta della Cdl di abolire l'Ici sulla prima casa se vincerà le elezioni.
MAR 2006 -- "Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi", ha detto parlando ad un comizio elettorale a Napoli.
GEN 2006 -- Berlusconi promette di astenersi dal sesso fino alle elezioni generali di aprile. "Grazie Padre Massimiliano" dice ad un predicatore televisivo che lo ha elogiato per la difesa dei valori della famiglia . "Cercherò di non deluderla e le prometto due mesi e mezzo di completa astinenza sessuale fino al 9 aprile".
AGO 2005 -- "Neanche l'economia va così male. Dalla mia villa ho una vista panoramica che si distingue anche quest'anno per i numerosi yacht... Nessuno può vantare più cellulari, più automobili, più televisioni degli italiani. Sapete quante delle nostre donne possono permettersi dei trattamenti di bellezza?" dice Berlusconi in un'intervista al "La Stampa".
GIU 2005 -- Berlusconi dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea sulla sicurezza alimentare."Ho dovuto ricorrere alle mie capacità di playboy, anche se era da un po' che non le usavo" dice. L'ambasciatore finlandese ha protestato ufficialmente.
SET 2004 -- "Mussolini non ha mai ucciso nessuno. Mussolini mandava la gente in vacanza al confino" dice Berlusconi alla rivista Spectator, rispondendo "sì" quando gli viene chiesto se pensava che il dittatore fascista fosse stato "mite".
LUG 2003 -- "Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La proporrò nel ruolo di kapò. Sarebbe perfetto" dice Berlusconi al parlamentare socialista tedesco Martin Schulz che l'aveva attaccato nel corso della presentazione della presidenza italiana dell'UE di fronte al parlamento europeo.
GIU 2003 -- "Tutti i cittadini sono uguali (davanti alla legge) ma forse il sottoscritto è un po' più uguale degli altri, visto che il 50 % degli italiani gli ha dato la responsabilità di governare il Paese" dice in un'udienza del processo per corruzione a Milano.
MAG 2003 -- "Ho una barca, ma negli ultimi due anni l'ho usata una sola volta per riportare la mia famiglia a casa. E non vado più nella mia casa alle Bermuda da circa due o tre anni... La mia vita è cambiata, la qualità è diventata terribile. Che lavoro tremendo" dice in un'intervista al New York Times.
DIC 2002 -- "I più svegli riusciranno sicuramente a trovare un secondo lavoro, anche non regolare" dice Berlusconi, incoraggiando i lavoratori licenziati della Fiat a cercare un lavoro in nero.
OTT 2002 -- "Rasmussen non è solo un grande collega, ma anche il primo ministro più bello d'Europa" ha detto Berlusconi della sua controparte danese, Anders Fogh Rasmussen, in una conferenza stampa congiunta. "E' così bello che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie", riferendosi ad un pettegolezzo secondo cui sua moglie aveva una relazione extraconiugale.
SET 2002 -- "In certi casi i pedalò sono utili. Nessuno (dei cadaveri) si è lamentato" ha risposto alla domanda sul perché la polizia avesse usato delle imbarcazioni a pedali per recuperare gli immigrati affogati.
FEB 2002 -- Durante una fotografia di gruppo al termine di un vertice informale dell'Ue in Spagna, Berlusconi fa le corna dietro la testa di Josep Pique, ministro degli Esteri spagnolo.
OTT 2001 -- Berlusconi fa scoppiare una polemica nel mondo islamico quando dichiara che l'Occidente dovrebbe essere conscio della sua "superiorità"."Dovremmo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione" ha detto."Questo rispetto certamente non esiste negli Stati musulmani".

Anche in Calabria la Resistenza...

Da troppo tempo quella del sud è vista come una resistenza minore, anzi forse una resistenza dimenticata. Non esistono libri e poche volte gli storici si sono soffermati a discuterne.

I giovani la ignorano; il sud è stato, secondo una idea diffusa nell'opinione pubblica, liberato dai mafiosi e dagli alleati (il che non è del tutto falso).






I primi episodi di "Resistenza" si erano registrati nel '42, nelle campagne della Calabria, del Cilento, della Lucania e del foggiano, sotto la forma - inquadrata storicamente da politici (Aldo Moro) e da studiosi (Gallerano, Santarelli) - delle ribellioni contro le violenze squadriste. Si trattò di movimenti che assunsero maggiore consistenza dopo lo sbarco alleato in Sicilia (10 luglio 1943), e che ebbero un prevalente carattere di lotta sociale, anche se non mancarono i contadini che attaccarono i tedeschi in ritirata, recuperando le armi lasciate sul campo dall’esercito italiano.

Scrive Mario Avigliano in un'articolo su: La Resistenza nel Sud.

E poi, come dimenticare la storia dei molti Calabresi che fuggirono dalla propria terra per scappare dai bombardamenti? Sono storie che in pochi sanno, e che il centro Studi della Resistenza di Roma ha raccolto in un articolo: La Resistenza e il 25 aprile in tre storie di ragazze di allora.

Quì riporto la storia di una di loro:

Pina Spataro era in quarta ginnasio quando, nel '43, dovette abbandonare con la famiglia la sua città, Reggio Calabria, per sfuggire ai bombardamenti. Rimase tre mesi a Foligno, in Umbria. Continuava a studiare per gli esami di quinta ginnasio. La seguiva un professore antifascista dell'Università di Firenze. "E non è un caso - lei dice- che poi ho preso Filosofia all'università, avevo già letto tutti i dialoghi di Platone".
"I tedeschi andavano e venivano. Dopo l'8 settembre la Germania aveva bisogno di uomini per far funzionare le industrie. Allora vi fu la fuga di moltissimi giovani per nascondersi, per non andare a lavorare in Germania verso l'ignoto ma, semmai, in montagna con i partigiani".
Pina era "obbligata a riflettere". Suo zio era capodeposito delle ferrovie. Pina andava alla stazione. Un giorno vide lei stessa "uno di quei treni". Lei stava mangiando un panino con qualcosa dentro. Qualcuno chiese un po' di cibo da una feritoia. Lei fece per avvicinarsi. Un tedesco la spinse via con il fucile spianato. Un'altra volta si trovò davanti a una pattuglia tedesca. E allora lei, figlia di un socialista, cantò: "Bastone tedesco non doma l'Italia".
Pina seguiva attraverso la radio e i giornali le vicende. Poiché neanche a Foligno si era al riparo dai bombardamenti, fu un granaio di campagna di alcuni amici di famiglia il suo nuovo rifugio, dove non smettere di studiare e di pensare.
Dopo la conquista da parte degli Alleati, la via del ritorno al Sud fu fatta da Pina e dai suoi su un camion scoperto, dal quale lei poteva vedere le spaventose immagini della guerra, tremare ancora per i bombardamenti dei tedeschi a Napoli. Da Gioia Tauro fino a Reggio, poi, il viaggio durò tre giorni, e fu fatto su un carretto trascinato da un asino che era un privilegio, "perché quasi tutti andavano a piedi".
A Reggio Pina trovò le macerie che aveva lasciato "quando aveva camminato sui cadaveri". Il 25 aprile anche laggiù si esplose nella festa "per la liberazione dall'incubo della guerra; anche se il Sud non potè vivere in diretta la Resistenza del Nord Italia e se la rivolta di Napoli la fecero gli scugnizzi; anche se, a Reggio, molti gerarchi fascisti erano diventati all'improvviso comunisti".
Ma era stata Resistenza, per la ragazza Pina, anche ascoltare nella sua città Radio Londra; anche reagire con queste parole: "Farebbero meglio a farci studiare", quando il duce teneva discorsi al Paese e a scuola si era costretti ad ascoltarli; anche dirle, quelle parole, sotto gli sguardi minacciosi delle figlie dei gerarchi. Ed era stata Resistenza, per Pina, anche quel bando dei giornalai della città durante il fascismo: "Il Tempo! Il Popolo d'Italia! La- Tri - buna!", con quello scandire le sillabe "la- tri"- che in calabrese formano la parola ladri. Era stata Resistenza, il cui valore consegnare ai suoi studenti in quarantacinque anni di insegnamento, anche "quel pezzo di pane che non ho potuto dare a un ebreo che me lo chiedeva dalla feritoia di un vagone piombato". Quel pezzo di pane dato poi, in tutti questi anni, con la testimonianza e la memoria.



Anche un roccellese figura tra gli eroi della resistenza nazionale, Giuseppe Spataro, trucidato dai nazifascisti a Genova, ricordato con una lapide a Sampierdarena, dimenticato nella nostra Roccella....


Giuseppe Spataro nacque a Roccella Jonica (RC) il 18 marzo 1925. Operaio qualificato nello stabilimento Ansaldo/meccanico, responsabile dei giovani comunisti e della diffusione stampa all’interno dello stabilimento, si impegnò nel recupero di armi e nella raccolta di materiale per i partigiani in montagna. Fece parte dei GAP e delle SAP, brigata SAP Garibaldi G. Buranello.
Con altri giovani fondò a Sampierdarena il Fronte della Gioventù. Arrestato il 15 dicembre 1944 presso la società ciclistica Tana al Campasso, fu seviziato nella caserma delle brigate nere a Sampierdarena prima di essere ucciso.




Per maggiori info consultare:

G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana, Laterza, Bari 1966

G. CHIANESE, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, in E. COLLOTTI-R. SANDRI-F. SESSI, "Dizionario della Resistenza. Storia e geografia della Liberazione", vol. I, Einaudi, Torino 2000

G. SCHREIBER, La vendetta tedesca 1943-1945. Le rappresaglie naziste in Italia, Mondadori, Milano 2000

Sud, la Resistenza dimenticata
di Mario Avagliano

La Resistenza del Sud
di Fausto Vighi

La Resistenza e il 25 aprile in tre storie di ragazze di allora.
a cura del Centro studi sulla Resistenza (Roma)

I.C.S.A.I.C.
(Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporane)


Associazione Nazionale Partigiani d'Italia!

venerdì, aprile 21, 2006

FINALMENTE UNA BELLA SODDISFAZIONE


Un bel riconoscimento per la nostra amata terra.
Arriva infatti, oggi una classifica sul “Buon Governo” regionale, stilata dopo uno studio fatto dall’Agenzia europea degli investimenti insieme all’OCSE.
Secondo questo studio infatti la Calabria si piazza al terzo posto, alle spalle di Emilia Romagna e Lazio per quanto riguarda il Buon governo delle regioni.
Lo studio prende in esame gli statuti delle regioni e il loro grado di apertura, internazionalizzazione, trasparenza, efficacia e partecipazione della società civile.
Non c’è che dire, sicuramente un ottimo risultato per la regione Calabria che mette alle sue spalle il Piemonte e la Toscana rispettivamente al quarto e al quinto posto della classifica, per non parlare delle regioni economicamente più sviluppate come Lombardia, Friuli e Trentino che risultano agli ultimi posti di questa speciale graduatoria.
Di certo una bella soddisfazione per gli uomini politici calabresi e soprattutto per la giunta regionale di centro-sinistra che in questo anno di governo ha dimostrato che anche in Calabria si può fare una politica trasparente e che miri al miglioramento economico e sociale di una regione che per troppo tempo si è fidata di personaggi che hanno curato solo i propri interessi. L’augurio è che questo sia solo un punto di partenza e che nessuno si culli sugli allori in modo da far si che la Calabria acquisti lo splendore che merita.

giovedì, aprile 20, 2006

vittoria di PIRrO???

Elezioni politiche 2006


La riduzione dei voti non validi e l’accentuazione della dinamica bipolare
ha portato più voti sia a destra che a sinistra.

La crescita del centro-sinistra è stata
quattro volte maggiore di quella del centro-destra.

Il centro-sinistra avanza soprattutto nel Mezzogiorno,
il centro-destra soprattutto nel Triveneto.




L’Istituto Cattaneo di Bologna ha effettuato alcune elaborazioni dei risultati del voto appena conclusosi per determinare quanto la Casa delle Libertà e l’Unione abbiano riscosso maggiori o minori consensi rispetto alle precedenti elezioni politiche (Camera) del 2001. Fra i risultati più importanti si possono citare:

– Rispetto ai quasi 3 milioni di voti non validi espressi nella parte proporzionale del voto alla
Camera del 2001, nelle elezioni alla Camera del 2006 i voti non validi sono circa 1,2 milioni, il che significa che i voti validi sono cresciuti di molto (si può stimare un aumento di voti validi di circa 1 milione) per effetto della riduzione nel numero di schede nulle (–650 mila) e delle schede bianche (–1,25 milioni).

– Si osserva un forte ridimensionamento delle “terze forze”, cui nel complesso sono stati destinati appena 173 mila voti(1), con un calo di quasi 1,2 milioni di voti rispetto al 2001. Nonostante questo ridimensionamento delle liste “altre”, alla luce dei risultati alla Camera (dove centro-destra e centro-sinistra sono separati da appena 25 mila voti) esse hanno avuto un effetto determinante sull’attribuzione del premio di maggioranza. Particolarmente cruciale il ruolo del non coalizzato Progetto Nord-Est di Panto, che ha raccolto oltre 92 mila voti (concentrati soprattutto in Veneto), totalmente sprecato ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza.

– Per effetto della riduzione dei voti non validi e dei voti andati a favore di liste non coalizzate in uno dei due grandi schieramenti, si è assistito in un forte aumento dei voti validi (in valore assoluto: +2 milioni di voti) espressi a favore dell’Unione e della Casa delle Libertà, e ciò anche in presenza di una riduzione degli aventi diritto residenti in Italia da 49,2 milioni nel 2001 a 47,2 milioni nel 2006.

– Si è registrato un aumento dei consensi a vantaggio sia della Casa delle Libertà sia
dell’Unione, ma l’avanzamento è stato più forte nel centro-sinistra. L’Unione, infatti, haincassato 1,6 milioni di voti in più rispetto ai consensi riscossi nel 2001: si tratta di un aumento del 9,4%. Anche la Casa delle Libertà ha preso più voti, quantificabili in 390 mila, ossia +2,1% rispetto al 2001.

– L’Unione ha guadagnato terreno soprattutto in Campania (+387 mila voti rispetto al 2001), in Lazio (+210 mila voti), in Sicilia (+174 mila voti), in Calabria (+165 mila voti) e in Lombardia (+139 mila voti). A livello di ripartizione geografica, l’Unione è andata particolarmente bene nelle regioni centro-meridionali (+20% di voti rispetto al 2001); deboli le prestazioni nel Triveneto, dove i consensi sono aumentati, in valore assoluto, di appena l’1,4% (nel Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige sono addirittura diminuiti).

– La Casa delle Libertà ha beneficiato di maggiori consensi rispetto al 2001 soprattutto in Lombardia (+146 mila voti) e in Veneto (+112 mila voti), ma anche in Sicilia (+68 mila voti) e Lazio (+50 mila). In diverse regioni i voti raccolti (in valore assoluto) sono diminuiti: Piemonte, Toscana, Abruzzo, Campania, Sardegna e, soprattutto, Calabria (–62 mila voti). Il centro-destra è andato particolarmente bene nel Triveneto (+7,5 di consensi rispetto al 2001); peggio nel Mezzogiorno, dove i suoi consensi sono aumentati, in valore assoluto, di appena lo 0,2%.


(1) Non sono stati considerati i risultati in Valle d’Aosta. I risultati del 2001 sono stati ri-calcolati in funzione delle coalizioni elettoriali formate in occasione delle consultazioni del 2006 per garantire la comparabilità degli esiti.


giovedì, aprile 06, 2006

se manca il senso di giustizia...

«Io credo che se oggi tutti noi non fossimo cristiani, saremmo veramente favorevoli alla pena di morte» ha detto il presidente della Camera Pierferdinando Casini. Alessandra Mussolini ha chiesto un referendum per introdurre la pena capitale. La curva Fiesole di Firenze prima della partita Fiorentina-Roma ha esposto questo uno striscione su cui era scritto così: «Ciao Tommy, nessuna pietà: per questi infami solo la pena di morte». Neanche ventiquattro ore dopo il ritrovamento del cadavere del bambino rapito un mese fa queste sono le reazioni più rabbiose. Un senso di vendetta che, se ci si pensa, è naturale se manca quello di giustizia. È facile puntare l’indice e invocare il boia ogni qual volta la sensibilità dell’opinione pubblica si impressiona per un fatto di cronaca particolarmente grave. Ma spesso è anche inutile. E contrario ai principio che, oltre a essere scritto nella Costituzione, è alla base del sistema di convivenza delle società europee e di tutti gli ordinamenti che, come il nostro, assumono la persona umana come valore-fine in sé: la pena deve tendere alla rieducazione e non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Gli uomini delegano allo Stato sovrano l’uso della forza e il compito di giudicare chi viola le regole, ma nel rispetto assoluto del diritto alla vita.
Allora non ci si può scandalizzare se negli Usa è ancora praticata l’iniezione letale o se in Afghanistan si rischia l’impiccagione per apostasia e poi permettersi di cavalcare lo choc creato da una vicenda come quella di Tommaso per piegare il sistema della giustizia all’istinto della vendetta. E non è solo una questione che riguarda i cristiani. Il perdono c’entra fino a un certo punto. È prima di tutto questione di umanità. Anche nei confronti del più indegno degli assassini.

p.c.

martedì, aprile 04, 2006

IO SONO UN COGLIONE

Questa volta si è superato ogni limite, il VOSTRO amato Premier, in un momento di delirio e di onnipotenza, parlando di fronte agli associati della Confcommercio a Roma, dà letteralmente dei “COGLIONI” agli elettori di sinistra.
In questa campagna elettorale se ne sono sentite veramente di tutti i colori, ma ora quest’uomo ha oltrepassato la decenza.
Non sono bastate le balle sparate in questi ultimi cinque anni vantandosi di aver cambiato il Paese, millantando a destra e a manca aumenti di pensioni, diminuzioni di tasse, abbassamento della disoccupazione, salvo poi essere clamorosamente smentito dai numeri.
Non sono bastate le accuse ai comunisti, tacciati crudelmente prima di mangiare ed in seguito di bollire i bambini, creando anche un caso diplomatico con la Cina.
Non sono bastati i continui attacchi lanciati contro il leader del centro-sinistra Romano Prodi, ed in generale contro tutti i leader della coalizione.
Oggi questo signore ha gettato la goccia che ha fatto rovesciare il vaso.
Non è plausibile che in un paese democratico il Presidente del Consiglio, dia dei “COGLIONI” a dei cittadini che adempiendo il loro diritto-dovere civico, votano per delle persone diverse da lui.
Non è una questione di destra o di sinistra, ma è una questione di rispetto, non posso sentirmi rappresentato da questo individuo, che governa grazie a noi e poi ci accusa di essere dei “coglioni” se dopo cinque anni di bugie e di prese in giro, abbiamo la voglia e la necessità di cambiare e di votare per altri.
Tutto ciò non è democrazia.
Tutto ciò non è accettabile.
Tutto ciò non deve continuare.
Tutto ciò deve essere cambiato il 9 e il 10 Aprile.
Vi chiediamo di aiutarci a cambiare questo stato di cose, in modo da potergli dare un bel calcio al fondo schiena e mandarlo a guardarsi il suo Milan.
Forse parole dure le mie ma, credo, alquanto necessarie visto il pericolo che corriamo se quest’uomo dovesse vincere le elezioni.

Di seguito inserisco il link sul quale potete trovare il video della conferenza del signor Berlusconi, ed anche un link dal quale potrete ordinare una simpatica maglietta, nella speranza che se ne vedranno in giro molte nei giorni delle elezioni.

Questa volta inoltre per non nasconderci dietro un nick, viste anche le forti espressioni firmeremo il post, perché si sappia che anche dei ragazzi della locride hanno la forza e la voglia di far conoscere le proprie idee, anche se devono scontrarsi contro i potenti.


Donato Toscano
Domenico Bova



VIDEO DEL "COGLIONI" AGLI ITALIANI

maglia da portare con orgoglio "SONO UN COGLIONE"