Quickribbon Occhio su Roccella: IL MIO PRIMO POST
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

mercoledì, novembre 02, 2005

IL MIO PRIMO POST

Quando qualche giorno fa il mio amico Piciaro mi ha detto se qualche volta avessi voluto postare sul suo blog, mi sono chiesto: “e cosa potrò mai dire? Non sono mica un giornalista io!” E lui con fare serio mi ha risposto “perché io si!?” Allora giustamente ho accettato, in fondo l’intento di questo di blog non è certo di fare concorrenza al Corriere della Sera o a La Repubblica, quanto quello di cercare di far avvicinare giovani ragazzi come noi alle problematiche ed alle tematiche politico-sociali della nostra amata terra. Ed è proprio da questo che voglio partire per il mio primo post, per carità nulla di trascendentale ma solo una semplice riflessione intrisa da rabbia ma soprattutto, e aggiungerei purtroppo, rassegnazione.
Spinta dalla commozione dopo la barbara uccisione del dott. Francesco Fortugno l’Italia intera si è chiesta come poter risolvere una volta per tutte il problema della ‘ndrangheta, e come far si che una terra come la Calabria potesse ricominciare (o forse è meglio dire iniziare?) a camminare nella legalità, e allora ecco che qualsiasi rete pubblica o privata che fosse ha mandato in onda i suoi speciali con collegamenti quasi sempre in diretta dalla locride e con ospiti che quasi sicuramente pur non conoscendo a fondo le realtà di questa terra, si affrettavano a trovare delle soluzioni a questo problema. Per molti giorni si è (s)parlato della Calabria come una terra da aiutare, come un importante problema da risolvere per chi vincerà le prossime elezioni politiche, ma ora a circa venti giorni di distanza dall’uccisione di Fortugno tutto tace, nessuno parla più, nessuno cerca di dare soluzioni, allora la domanda nasce spontanea direbbe un illustre giornalista! E’ stata l’uccisione di Fortugno solo un modo per tirar su qualche punto di share e vendere qualche decine di copie di giornale in più? Ma interessa veramente a qualcuno quello succede in Calabria?
Inizialmente si era paventata l’idea di mandare l’esercito e credo che sia stato un bene non mandare in vacanza centinaia di uomini che alla fine avrebbero risolto ben poco visto che tutti sappiamo che il problema sta alla radice, ma è mai possibile però che le forze dell’ordine non sono state ancora in grado né di arrestare né tanto meno di sospettare su chi è stato a compiere questo efferato delitto? Ovviamente in pieno giorno e in una via abbastanza affollata, essendo in un seggio elettorale, nessuno ha visto(!), ma le indagini a che punto stanno? Si troverà mai un colpevole o anche questo resterà uno dei tanti casi irrisolti? Adesso mi si dirà che è meglio non parlare per non intralciare le indagini ma io credo che alla fine tutto si risolverà come al solito: IN UN NULLA DI FATTO!!!
Potranno solo i giovani calabresi sradicare queste radici marce che si sono ormai diramate in tutto il territorio non solo calabrese? beh credo che da soli si può far ben poco ed abbiano bisogno di un aiuto da parte della alte autorità che a quanto pare sono buone solo a farsi vedere ai funerali (in fondo la campagna elettorale è già iniziata ed ogni scusa è buona per racimolare qualche voto). Sinceramente ne avremmo fatto a meno tutti noi e avremmo preferito che chi di dovere ci avesse detto che l’uccisore di Fortugno fosse stato arrestato e non fosse ancora in libertà. Ed è proprio qui che scatta la rassegnazione perché sarebbe facile ora dire che tanto si sapeva, che tanto in Calabria finisce sempre così, ma sinceramente, ed è inutile negarlo questa volta ci avevamo sperato un pò tutti, avevamo avvertito una leggera brezza di cambiamento, ma purtroppo a quanto pare questo non è avvenuto.
Spero di essere smentito presto, ma la speranza è poca anche se è sempre l’ultima a morire.
Ai posteri l’ardua sentenza!!!

2 commenti:

pIcIaRo ha detto...

Bravo, spero che i giovani leggendo il tuo articolo capiscano che all'indignazione di un primo momento devono seguire i FATTI E I PROGETTI che Loro devono dimostrare di esser capaci di proporre.

Giovanni Certomà ha detto...

Non è banale, nè retorico il tuo commento!!!