Quickribbon Occhio su Roccella: DOCUMENTO dei consigli comunali della Locride...
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

giovedì, novembre 17, 2005

DOCUMENTO dei consigli comunali della Locride...






Il Consiglio Comunale di ………………………, riunito per discutere l’odg “…………………”,

CONSIDERATO

- CHE la situazione dell’ordine pubblico nella Locride e nella Calabria presenta caratteri di assoluta drammaticità, come dimostra per ultimo l’assassinio del Vice Presidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno, messo in atto con modalità tali da trasmettere un chiaro messaggio politico;

- CHE questo stato di cose non è nuovo, anche se suscita clamore solo in occasione di fatti che attirano l’attenzione pubblica nazionale, anzi risale a tantissimo tempo addietro e rappresenta la normalità della vita quotidiana dei calabresi, costretti a subire l’arroganza, la violenza, le estorsioni, gli attentati, gli omicidi perpetrati da gente che rappresenta solo un’infima minoranza della popolazione della regione;

- CHE la risposta dello Stato sul terreno della prevenzione e della repressione, nonostante i successi ottenuti e l’impegno delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, è stata sinora del tutto inadeguata, come dimostra il fatto che solo dopo il delitto Fortugno sono stati presi provvedimenti di natura straordinaria;

- CHE l’espansione della mafia è stata resa possibile anche dalla debolezza del tessuto sociale e della struttura economica della Calabria, incapaci di offrire a tutti i cittadini prospettive di lavoro produttivo e di promozione sociale e civile;

- CHE le carenze dunque del contrasto alla mafia sia sul terreno dell’ordine pubblico sia su quello dello sviluppo economico e sociale hanno permesso alle organizzazioni criminali di inserirsi in molte delle attività e delle strutture presenti sul territorio e di lanciare allo Stato la sfida per il controllo complessivo del territorio medesimo;

- CHE tutto questo rappresenta una lesione grave della sovranità dello Stato e della libertà dei cittadini, beni che sono per loro natura indivisibili e devono essere pienamente assicurati su tutto il territorio nazionale, da Milano alla Sicilia;

- CHE questo processo di espropriazione dello Stato e della democrazia rischia di raggiungere il punto di non ritorno e che dunque la questione mafiosa non riguarda solo i calabresi e i meridionali ma tutti gli italiani e il futuro stesso del nostro Paese.

PRENDE ATTO

- CHE il Ministro dell’Interno con l’invio del Prefetto De Sena, munito di poteri straordinari, e col rafforzamento dell’apparato di indagine e di repressione nella Locride, ha adottato provvedimenti che vanno nella direzione giusta;

- CHE la questione Calabria è finalmente all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale.

AUSPICA

- CHE l’azione di contrasto non venga ridotta, come è successo spesso nel passato, appena i riflettori accesi sulla Locride e sulla Calabria cominceranno a spegnersi e che dunque essa continui ad essere sempre, in ogni circostanza, all’altezza della capacità offensiva della mafia;

- CHE un analogo rafforzamento riguardi le strutture giudiziarie, anch’esse palesemente inadeguate, per ragioni diverse, a rappresentare il baluardo fondamentale contro la minaccia mafiosa;

- CHE l’azione di contrasto alla mafia da chiunque svolta sia rigorosa ma nello stesso tempo mirata e tale da tutelare l’onorabilità delle persone oneste;

- CHE il Governo, il Parlamento, le forze politiche e sociali acquistino finalmente la consapevolezza che la lotta alla mafia non potrà essere vinta se contemporaneamente a misure più efficaci sul terreno dell’ordine pubblico non si avvia un processo di rinascita economica e civile della Calabria e delle altre regioni del Mezzogiorno; che cioè la questione criminale è parte della più generale Questione Calabrese e Questione Meridionale scomparse dall’agenda politica nazionale ma sempre presenti e vive nella realtà del Paese; che dunque la Calabria e il Mezzogiorno non possano essere considerati alla stregua di tutte le altre regioni italiane ma devono costituire una priorità assoluta della politica del nostro Paese;

- CHE la politica e le istituzioni calabresi avviino da subito un grande processo di rinnovamento che non può non avere al suo centro un progetto di vera e propria rifondazione dell’istituto regionale, il quale deve essere parte della soluzione e non parte dei problemi che affliggono la Calabria; questo rinnovamento, di natura essenzialmente etica e che pone come scopo della politica e delle istituzioni la tutela dell’interesse collettivo e non di quello personale o particolare, è una precondizione sia per lo sviluppo economico e sociale sia anche per una più efficace lotta alla mafia; quest’ultima infatti allarga tanto più l’area del proprio consenso quanto meno credibili sono la politica e le istituzioni; in altre parole non è possibile combattere la criminalità se nel contempo non si combattono la corruzione, il clientelismo, il privilegio dato all’appartenenza anziché ai meriti delle persone.

RINGRAZIA

- il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per l’attenzione dimostrata nei confronti della Calabria, per la sua presenza tra di noi in un momento di grande difficoltà per la nostra regione e soprattutto per la sua infaticabile azione a favore di una reale unità dell’Italia;

- il sindaco di Napoli e i sindaci, amministratori e cittadini delle altre regioni che hanno partecipato alla marcia del 4 novembre o hanno testimoniato la loro vicinanza alla nostra terra;

- i ragazzi della Locride, della Calabria e delle altre regioni che affermando con parole di verità e di coraggio la loro volontà di essere liberi e di costruire il loro futuro hanno mostrato all’Italia e al mondo il volto più bello della Calabria, aprendoci il cuore alla speranza.

SI IMPEGNA

- a sollecitare il Governo e la Regione affinché vengano avviate rapidamente iniziative capaci di dare un segnale forte di svolta e di fare intravedere un futuro diverso dal presente;

- a contribuire affinché questo paese, nonostante le difficoltà oggettive che opprimono le Amministrazioni Comunali della nostra regione, venga governato con la maggiore efficienza e la maggiore trasparenza possibili e nel pieno rispetto della legalità e del principio della uguaglianza di tutti i cittadini.

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