Quickribbon Occhio su Roccella
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

lunedì, aprile 02, 2007

Roccella, verso "Rumori" ancora con Paolo Damiani

prime anticipazioni sul festival internazionale del jazz


"Al tempo che farà" è il sottotitolo nuovo di zecca di quello che è un autentico tesoro progettuale "Rumori mediterranei" il festival jazz di Roccella jonica, approdato felicemente alle ventisettesima edizione.
E se la direzione artistica anche quest'anno è affidata al compositore e musicista Paolo Damiani il festival dell'Associazione culturale Jonica presieduta da Sisinio Zito riserva quest'anno non poche sorprese a conferma delle scelte qualitativamente significative che contraddistinguono la kermesse calabrese nel panorama nazionale.
Del resto "Rumori Mediterranei" rappresenta un modello italiano a cui si sono successivamente ispirati altri festival: non un semplice cartellone di artisti e di gruppi, ma anche un luogo di incontro tra musicisti di aree espressive e geografiche differenti. Un luogo d'eccellenza artistica e di contaminazione tra linguaggi diversi. Ma veniamo all'edizione targata 2007 che si svilupperà dal 16 al 25 agosto. Confermata la dislocazione degli appuntamenti nella Locride con il battesimo in riva allo Stretto il 16 agosto e una special guest come il sassofonista Ornette Coleman in quartetto, preceduto da Carlo Rizzo trio. Altra location e siamo a Gerace con nell'ordine Daniele Tittarelli quartet e Stefano Battaglia alla guida di una formazione che si misurerà con un progetto dedicato a Pier Paolo Pasolini.
Il 18 a Polistena un nome che ha fatto la storia del jazz italiano, Enrico Rava, sarà in compagnia di Stefano Di Battista, Rosario Bonaccorso e Aldo Romano. A Locri troviamo Ambrogio Sparagna con Tarantella d'amore e a San Giorgio Morgeto, Maria Pia De Vito. A Martone il primo degli incontri live con il sardo che ha conquistato l'Ecm, Paolo Fresu. A partire dal 20 agosto la full immersion a Roccella Jonica con nomi altisonanti del panorama jazzistico (e non solo) mondiale.
Stiamo parlando del pianista Uri Caine, della compositrice e pianista Carla Bley, del clarinettista Louis Sclavis, della "nostra" Rita Marcotulli, di Maria Schneider, di Dave Burrell. E ancora della regista Francesca Archibugi che lo scorso anno aveva promesso un progetto inedito per "Rumori" e mantenendo fede all'impegno proporrà "Viaggio Roma-Locride". E non son tutti.


(Il Quotidiano della Calabria)

mercoledì, marzo 28, 2007

Per gli irriducibili!

Così come m'è arrivato da Carlo Iannuzzi ve lo pubblico, ovviamente il commento l'ho "censurato" nuovamente. Le mie spiegazioni le ho già date in privato a Carlo. Questo Blog checché ne dica lui non è uno spazio politico (lo dimostra il fatto che negli anni passati nella rassegna c'erano tutti i giornali da quelli dichiaratamente di destra a quelli dichiaratamente di sinistra). Ci tengo inoltre a precisare che tra gli strumenti che la piattaforma blogger.com permette giustamente di attivare c'è la moderazione dei commenti, cosa che io non ho mai voluto attivare.




La censura si sà, è diffusa, dappertutto e da tutti odiata. E' curioso però constatare che anche nel piccolo, anche in quei contesti dove non te la aspetteresti mai proprio perchè contrastata (di facciata forse?), anche in quegli spazi minuscoli è presente. Per tutti gli appassionati frequentatori dell'equilibratissimo, calmissimo e razionalissimo blog "Occhio su Roccella" penso interessi sapere (diciamo anche per avere una visione globale dell'analisi effettiva che era stata fatta... diciamo anche che un minimo di dubbio che possa interessare mi passa x la testa) che nel post del 18 marzo 2007 riguardo all'inchiesta di Iacona, ci sono stati degli interventi
assolutamente non condivisibili ma non per questo non rispettabili. Fino a prova contraria quando tu inserisci un testo e chi ha la possibilità te lo elimina, a casa mia è detta CENSURA (ma in qualche altra parte del mondo che a noi non è dato sapere no!). Io come qualsiasi altro utente avevo semplicemente dato un contributo alla discussione, ma l'esimio webmaster nonchè dott. Domenico Bova (alias Piciaro) non doveva essere dello stesso avviso; non si capisce sennò perchè a distanza di qualke ora del commento non v'è traccia.
Si dice perchè "nel tuo commento hai tirato dentro persone che hanno avuto sentenze e altre che non sono mai state condannate o non hanno mai avuto a che fare con la giustizia, non è nel mio stile e non voglio vedere trasformato il blog in un marasma dove tutti insultano. Per questo il tuo post è stato cestinato ti invito ad usare toni più pacati". Lascio a voi ogni commento della vicenda; cmq tale email è da intendersi esclusivamente come sostituta di quello spazio che in teoria doveva essere occupato dal seguente commento:


UN AIUTO AD EMERGENCY

Per giorni interi, nelle scorse settimane, durante il rapimento del gornalista del Corriere della Sera Daniele Mastrogiacomo, i media italiani e stranieri, non hanno fatto altro che parlare ad ogni pie' sospinto, delle condizioni del prigioniero e dell'andamento delle trattative per la liberazione, fino alla felice notizia della scarcerazione, previo però un riscatto a favore dei Talebani, che in cambio hanno ottenuto la liberazione di 5 terroristi.

Passato ormai qualche giorno, la situazione sembra essere tornata alla normalità, dopo che si è persino rischiata una crisi diplomatica con gli USA, che non hanno visto di buon occhio il fatto che l'Italia sia scesa a compromessi con i terroristi.

Seppur contenti della scarcerazione del giornalista italiano, anche se probabilmente si sarebbero dovuti trovare dei canali diversi per arrivare al lieto fine, non tutto è concluso in quanto due persone, che erano con Mastrogiacomo e hanno contribuito alla sua scarcerazione, a tutt'oggi non sono ancora liberi, ed è INACCETTABILE che se ne parli molto poco o quasi per niente.

I due sono Rahmatullah Hanefi il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency che è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare, l'altro è Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.

Molto presto ci si è dimenticati di queste due persone e vogliamo aiutare EMERGENCY che sta lottando nel silenzio, affinchè i due vengano liberati al più presto.

Vogliamo aiutarli anche noi, aiutandoli a raccogliere il maggior numero di firme per la petizione in corso.
Vi chiediamo quindi di aderire numerosi alla petizione, accedendo attraverso il link riportato in basso.
UN MINUTO DELLA NOSTRA VITA, PER LA VITA DI DUE PERSONE!!!



lunedì, marzo 19, 2007

MARGHERITA A REGGIO: E' MAZZOTTA IL NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE

Giuseppe Mazzotta è il nuovo segretario provinciale della Margherita reggina. A sancirlo il voto espresso dai 305 dei 396 delegati che per tutta la giornata di ieri – fino a tarda serata – hanno affollato la sala Green di Palazzo Campanella.
E dire che il confronto tra le due anime della Margherita – dopo il fallito tentativo di giungere in extremis ad una mediazione tra le parti – ha continuato ad essere serrato anche ieri nel corso della seconda giornata del Congresso provinciale diellino. Non solo per quanto verificatosi nelle urne – determinati, a fermare la corsa dell’uscente Sera, sarebbero state, infatti, anche 4 schede nulle e un’unica bianca – ma anche per le polemiche che dopo la tribolata giornata di venerdì, caratterizzata dal rinvio del dibattito e dalle diverse riunioni di vertice nelle stanze più alte dell’Astronave, hanno accompagnato anche le operazioni di voto interne al “Popolo della Margherita” reggina. A tenere banco per tutta la giornata di ieri, ancora, la querelle sul presunto ricorso presentato per escludere dal voto gli iscritti non in regola con il versamento delle quote. Che ha avuto come vittime illustri i consiglieri comunali di Reggio, Pellicanò e Nociti, l’assessore provinciale Vilasi e i consiglieri di Palazzo Foti, Tucci, Valenti e Virduci, tutti esclusi dalla votazione. A controllare l’esito del congresso erano presenti a Reggio anceh il senatore Franco Bruno, segretario regionale del Partito, il suo vice Pasquale Mancuso e il senatore Covello, tra l’altro protagonisti il giorno prima dell’improvvisato vertice che ha rimandato di parecchie ore l’avvio dei lavori. A votare, invece, c’era anche il sottosegretario alle infrastrutture Gigi Meduri: la sua apparentemente una posizione equidistante dalle due fazioni, non come la Laganà, apertamente schierata per Peppe Sera. Al di là di questo e dei nomi, comunque, una cosa è certa. A vincere è stata la linea che guarda al Partito Democratico. Mazzotta dovrà lavorare per condurre il partito – anche a Reggio – verso questo nuovo soggetto politico, ma ancor di più per ricomporre i petali. Compito non certo facile. Ma dalla sua il nuovo segretario può contare su quanto gli iscritti hanno manifestato partecipando numerosi al voto, lontani dalle polemiche di vertice: la volontà di mettere al bando ogni sorta di divisioni.


FC (Tratto da Reggio TV)

Commenti all'inchiesta di Iacona...

Gentile Direttore,

la recente trasmissione “W l’Italia” ha offerto uno scenario desolante della vita politica calabrese. Colpisce, innanzitutto, il vuoto di idee, di progetti, l’assenza di una visione complessiva dello sviluppo economico e sociale che caratterizza parte della classe dirigente calabrese. È apparso un modo di fare politica in cui a confrontarsi, piuttosto che le idee e i contenuti, sono interessi particolari, personali o partitici. Nel vuoto di idee e di una visione complessiva degli interessi in gioco, è facile che la ricerca del consenso passi attraverso l’elargizione di favori, raccomandazioni, clientele. Rattrista, però, apprendere come anche il diritto dei calabresi ad essere curati, assistiti in tempi degni di un paese civile, possa essere spacciato come una concessione finalizzata ad ottenere un qualche sostegno elettorale.

Non sorprende che la classe politica ricerchi improbabili giustificazioni a sostegno di provvedimenti che, pur formalmente corretti, cozzano contro il senso di equità che dovrebbe ispirare ogni scelta politica. Contro quell’equità che si accompagna all’efficienza, perché impone di scegliere in base al merito e non all’appartenenza, sia essa politica o familiare. Contro quel senso d’equità cui mai si dovrebbe rinunciare, soprattutto in una regione come la Calabria, con un tasso di disoccupazione doppio di quello nazionale e con un’elevata emigrazione intellettuale. Per ultimo, rattrista apprendere come il senso di responsabilità non riesca a prevalere sulle rivendicazioni di parte, neanche quando la gravità del momento impone scelte istituzionali importanti e di alto contenuto simbolico.

Naturalmente non sfugge ai telespettatori che esiste un lato della Calabria diverso da quello visto in televisione. È la Calabria fatta di studenti, d’imprenditori, di rappresentanti istituzionali che, con difficoltà maggiori che in altre parti del Paese, danno il loro contributo quotidiano alla vita civile, culturale, economica della regione. Si tratta proprio di quella parte della società più colpita dall’immagine negativa emersa da quelle trasmissioni, e che maggiormente paga le conseguenze di un certo modo di fare politica.

Tra le conseguenze, la prima è lo sconforto. La comprensibile perdita di speranze, che prevale su molti e che spinge i giovani a cercare altrove le possibilità di costruirsi un futuro. Sono quei giovani, come quelli visti in televisione, penalizzati dalla politica dei favoritismi e dei privilegi. La seconda conseguenza, forse più importante, è che quel modo di fare politica, mina alla radice le possibilità di crescita della regione. Essa offre, infatti, ai calabresi un quadro distorto di incentivi. Se in una regione, non è il merito o la competenza a prevalere ma, piuttosto, l’appartenenza, perché mai un giovane dovrebbe studiare, imponendo a se stesso e alla famiglia dei sacrifici? Perché mai un imprenditore dovrebbe rischiare quando, invece, può godere di un qualche beneficio o di qualche concessione? Per chi agisse mosso dalle convenienze relative, sarebbe più profittevole, infatti, cercare di entrare nei meccanismi del consenso e, piuttosto che investire in conoscenze o sostenere un rischio, cercare di accaparrarsi una qualche posizione di rendita all’interno del circuito politico. Il risultato di uno schema siffatto, in cui non è il merito ma l’appartenenza a pagare, è che le persone indirizzano risorse, energie e potenzialità in attività e settori improduttivi, cercando rendite di posizione garantite dal privilegio. Per usare le parole degli economisti, le persone trovano conveniente divenire “cercatori di rendite” piuttosto che “imprenditori”. E ciò, naturalmente, si riflette sulle possibilità di crescita della regione.

Ne è riprova ciò che è accaduto in altre regioni del Mezzogiorno, come l’Abruzzo, il Molise o la Basilicata. Solo qualche decennio addietro, le condizioni di sviluppo di queste regioni erano simili a quelle della Calabria. Nel tempo, Abruzzo, Molise o Basilicata hanno ridotto il divario rispetto al resto del Paese. La Calabria, invece, pur partendo da condizioni simili a quelle delle regioni citate, è rimasta indietro. Quali le ragioni di ciò? Probabilmente quella trasmissione televisiva ci ha fornito alcune risposte in maniera assai più immediata di una lezione di economia.

Nicola Ostuni

Vittorio Daniele

Docenti Università Magna Graecia di Catanzaro

domenica, marzo 18, 2007

L'assordante silenzio della carta stampata nazionale.

Chi segue questo Blog sicuramente si aspettava qualche rigurgito da parte mia o di qualcuno sulle puntate di PANE E POLITICA andate in onda nelle scorse due domeniche su Rai 3. Ma chi segue questo Blog sà bene che Noi queste cose le URLIAMO da tempo, riportiamo da due anni ormai le notizie più significative della stampa e anche se il tempo non mi permette più di pubblicare la vecchia rassegna giornaliera dei giornali nazionali e locali che parlano di Calabria, Locride e Roccella, le notizie più importanti cerchiamo sempre di pubblicarle.

Beh perché non ve ne abbiamo parlato, perché nei giornali nazionali non se ne è parlato per niente, basta fare una piccola ricerca su google news o sulla rassegna della camera per verificare quello che diciamo. Allora forse è bene citare quello che scrive su La Riviera Antonio Orlando in un articolo dal titolo molto significativo: "Il sonno della ragione genera mostri."

Questa è la Calabria, questa è diventata la Calabria, questa hanno voluto che fosse la Calabria, questa abbiamo permesso che diventasse la Calabria. Un triste ritornello afferma che ogni popolo ha i governanti che si merita, e perché mai? Non c’è stato bisogno, in questa bella inchiesta, di scomodare i soliti, vecchi e triti, luoghi comuni. Il bravo, bravissimo, Riccardo Iacona non ha avuto bisogno di tirare in campo la ‘ndrangheta, i padrini, le faide; non è stato necessario trattare della onnipotenza mafiosa, della piovra tentacolare che soffoca una amara terra che vorrebbe liberarsi da questa ragnatela opprimente, cosciente delle proprie enormi potenzialità di sviluppo e di progresso. Per fortuna questa melensa solfa ci è stata risparmiata. Questa volta l’alibi, sempre comodo e sempre a portata di mano, della mafia non c’era e non fosse stato per le località, fin troppo conosciute e fin troppo riconoscibili, si poteva trattare di un’altra regione qualsiasi dell’Italia. La classe politica calabrese ha dato il meglio di se in quella trasmissione e dobbiamo esserle grati. Grati per la sfacciataggine, grati per l’arroganza, grati per l’indifferenza, grati per la smania di potere, grati per l’esibizionismo, grati per il cinismo, grati per l’ingordigia, grati per l’intollerabile oppressione che esercitano su tutti noi senza alcuna remora e senza alcuno scorno. Per tutto questo e per molto altro non possiamo non essere a tutti lor signori della politica grati.


E bisogna dirlo, il cane da guardia dei potenti che doveva essere una volta la carta stampata oggi è stato Riccardo Iacona, confermando la sua felice anomalia. Va sul posto, scartabella documenti, indaga, intervista chi conosce i fatti e gli interessati. Fa il giornalismo d'inchiesta, merce rara, rarissima in generale e nella Rai. E' chiaro, preciso, documentato, coraggioso.

Come si può chiedere il rispetto per le istituzioni, per i politici, per la politica. Come ci si può presentare come una forza nuova e riformatrice chiedendo ai cittadini di "tirare la cinghia" quando la situazione in Calabria è quella che descrive Iacona. E' un discorso che vale per tutti e, in particolare, per la sinistra. Sono proprio i partiti della sinistra gli alfieri dell'etica, le forze con alle spalle una gloriosa storia di battaglie per i diritti dei lavoratori e dei ceti più umili, i soggetti con l'immagine più colpita. E' un comportamento scorretto che viola le regole fondamentali della separazione e della distinzione fra interessi pubblici e quelli di partito (se non personali). L'autodelegittimazione avanza. Perde la politica e rischia di vincere l'antipolitica. Leo Longanesi scriveva: "Non sono certo del mio senso morale: sono sicuro soltanto dei miei rimorsi".
Alcune di quelle cose, forse i calabresi le conoscevano e forse facevano finta di non conoscerle: oggi non hanno più nemmeno quell’alibi. Sicuramente tra le sorprese di una classe dirigente scadente, clientelare ed incapace, spicca a sorpresa la scandalosa condizione della sinistra calabrese ed in particolare di quella parte che continua a farsi chiamare “comunista”.

martedì, febbraio 27, 2007

Informazione di garanzia alla vedova Fortugno

Accusata di truffa allo Stato per appalti nella sanita'


(ANSA) -REGGIO CALABRIA, 27 FEB- La vedova Fortugno, l'on. Maria Grazia Lagana' (Ulivo) ha ricevuto un avviso di garanzia per truffa aggravata ai danni dello Stato.L'accusa e' in relazione ad appalti nella sanita'. A riferire la notizia, con un comunicato, e' stata la tv 8 Video Calabria, che l'ha mandata in onda nel suo ultimo notiziario. Lagana', interpellata dall'Ansa, ha detto di non potere 'ne' confermare, ne' smentire l'informazione di garanzia', aggiungendo che 'la notizia potrebbe essere veritiera'.

L'onorevole Lagana' ha annunciato una conferenza stampa per domani mattina, nella quale dovrebbe precisare il contenuto del provvedimento.

LA POLITICA ITALIANA di CARLO LUCARELLI

In questo ultimo perido, l'ansia spasmodica e la ricerca al voto utile e determinante per raggiungere la maggioranza necessaria per ottenere la fiducia in Parlamento ci sta attanagliando, ma forse, i Turigliatto, i Rossi, i Pallaro, ed i più autorevoli Fassino, Mastella, Diliberto, (e mi fermo qui solo perchè la lista sarebbe interminabile, altrimenti dovrei elencare più di mille nomi tra Onerevoli, Senatori, Ministri e politici con vari titoli), hanno realmente dimenticato quello che è il loro mandato, e quello che NOI ITALIANI gli abbiamo chiesto di fare dandogli la possibilità di rappresentarci, ovvero risollevare un Paese che ha attreversato una crisi economica che ci ha portato a non arrivare alla fine del mese, risolvere il problema della precarietà del lavoro, la malasanità, i trasporti inadeguati, (ed anche in questo caso mi fermo qui altrimenti potrei continuare per ore ad elencare i problemi del Paese!!!). Potremmo paragonare gli ultimi accadimenti politici ad un romanzo giallo, ed è proprio in questo modo che vogliamo farveli raccontare affidandoci alla sagacia del giallista Carlo Lucarelli, per cercare di dare un senso a questa situazione, ma forse, come direbbere Vasco...... questa situazione un senso non ce l'ha!!!!!

mercoledì, febbraio 14, 2007

A Sud niente di nuovo

di Claudio Virno
tratto dal sito www.lavoce.info



Rifinanziamento per sette anni, anziché tre, del Fondo aree sottoutilizzate (Fas), in sintonia con il nuovo ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013, e possibilità di impegnare gli importi pluriennali sin dal 2007: sono queste le due novità decise dal governo per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno.
Secondo il governo, si ottiene così una programmazione unica per la politica comunitaria, finanziata con i fondi strutturali comunitari e con il relativo cofinanziamento nazionale, e per la politica regionale nazionale, finanziata con il Fas. Armonizzando le regole nazionali con quelle europee con l’impegno dell’intera dotazione finanziaria del settennio, si disporrebbe quindi di "uno strumento inedito per avere una reale, efficiente, tempestiva e unitaria capacità di programmare gli interventi. Una capacità che può contare su un piano da 123 miliardi di euro per lo sviluppo del paese, fra risorse comunitarie (29 miliardi), nazionali di cofinanziamento (29 miliardi) e risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate settenalizzato (64 miliardi)". (1)
Ma è proprio così?

Un entusiasmo da moderare

L’entusiasmo mostrato dal governo dovrebbe anzitutto essere attenuato dal fatto che all’aumento complessivo delle risorse disponibili oltre l’orizzonte triennale del bilancio, corrisponde per il 2007 una riduzione significativa degli stanziamenti per le aree sottoutilizzate rispetto agli esercizi precedenti. Poiché l’allocazione di risorse oltre il triennio non ha carattere definitivo, ma dovrà essere confermata dalle successive Leggi finanziarie, le amministrazioni potrebbero essere indotte ad assumere decisioni di investimento calibrate alle disponibilità di competenza e di cassa relative all’esercizio in corso o al triennio. Se così fosse, si assisterebbe a un ridimensionamento dei programmi di intervento rispetto al recente passato, piuttosto che a una crescita.
Ma anche scongiurando questa possibilità, resta comunque misterioso il rapporto (di causalità) che legherebbe la certezza della disponibilità di risorse finanziarie con la capacità programmatoria e progettuale delle amministrazioni beneficiarie dei finanziamenti.
Negli ultimi cicli di programmazione, non vi è mai stata una carenza di risorse. Al contrario, vi è stata una difficoltà al loro completo impiego. E la modesta efficacia di molti interventi non sembra imputabile alla scarsità dei mezzi finanziari, per lo più rimasti inutilizzati o frazionati in mille rivoli per non andar perduti, o alla certezza della loro sussistenza solo nel breve-medio periodo. Naturalmente, le amministrazioni hanno spesso invocato maggiori risorse per raggiungere i propri obiettivi e indicato nella carenza di fondi la causa del rallentamento dei programmi di investimento. Tuttavia, nella gran parte dei casi, si tratta di un alibi per mascherare una ridotta capacità programmatoria e una ancora più ridotta capacità di assicurare la realizzazione degli interventi nei tempi e con i costi previsti. Il fatto di poter impegnare l’intero importo settennale del Fas non aumenterà certo l’efficienza degli uffici di programmazione delle varie amministrazioni, che continueranno a "produrre" in base a propri criteri (spesso misteriosi) e a propri ritmi lavorativi (spesso inadeguati).
È un vizio di questo e dei precedenti governi scambiare le difficoltà nell’utilizzo delle risorse e i ritardi nelle procedure di spesa con la scarsità di finanziamenti. Mentre sarebbe più utile, anche se meno facile, agire sulle modalità e sulle regole del "fare programmazione" anziché sulle dotazioni finanziarie. In particolare, sarebbe opportuno concentrarsi sulla qualità della spesa, una questione troppo a lungo sottovalutata, come mostrano le recenti esperienze. Così come è stato del tutto omesso un bilancio consuntivo su quanto effettivamente realizzato.
Ma se la quantità di risorse non è stato, e non è, il problema preminente delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno, non è il caso di presentarla come una novità positiva.

Pericoli della programmazione unitaria

Ma c’è dell’altro.
Fas e fondi strutturali sono due diversi canali di programmazione che si sono spesso intrecciati dando vita a quel fenomeno perverso noto come "progetti sponda" o "progetti coerenti". È un sistema che permette di portare le spese sostenute a valere sul Fas, o su altre risorse ordinarie, a dimostrazione di rimborsi da ottenere sui fondi strutturali comunitari. In altri termini, i finanziamenti sono intercambiabili, e possono essere utilizzati (fittiziamente) per un medesimo intervento, allo scopo di non perdere risorse comunitarie.
La "programmazione unitaria" non risolve il problema, semmai lo accentua, perché rende ancora più probabile rispetto al passato l’"osmosi" tra i vari tipi di finanziamento. Viceversa, si sarebbe dovuto "specializzare" i singoli fondi e finalizzarli al finanziamento di determinati progetti. Particolarmente utile sarebbe stato individuare le distinte tipologie progettuali finanziabili rispettivamente con il Fas e con i fondi strutturali. Si sarebbero evitate pericolose sovrapposizioni e i fenomeni che sono all’origine del mancato riequilibrio delle dotazioni infrastrutturali.


(1)
Comunicato della presidenza del Consiglio "Nuove politiche di sviluppo per il Mezzogiorno" del 12 gennaio 2007, p. 1.

domenica, febbraio 04, 2007

Incontro 3/2/07


Giorno 3 febbraio si è tenuto nella sezione “E. Guevara” di Roccella J. un incontro fra i giovani della Federazione Giovanile Comunisti Italiani e il sindaco Sisinio Zito dove si sono affrontate varie problematiche, in particolare l’enorme divario fra i giovani e la vita politica del paese. Ascoltando le richieste e le proposte dei presenti il sindaco ha risposto in modo serio e convincente alle molteplici domande degli stessi, ribadendo con forza la volontà dell’Amministrazione attuale di lavorare per una partecipazione più attiva da parte di tutti i cittadini.

Andando più nello specifico l’ex senatore ha esposto i programmi futuri a breve e lungo termine, tra i quali:

- l’acquisto, da parte del Comune, dell’ex hotel Ariston che verrà ristrutturato ed adibito a biblioteca pubblica, a centro per gli studi socio-economici del paese e ad archivio;

- l’installazione di 2 antenne wi-fi in grado di ricoprire il territorio, con eventuale accollo da parte del Comune di abbonamento internet da distribuire gratuitamente ai cittadini;

- il rifacimento della via marina con la costruzione di una rotonda nel lato sud e col rimpiazzo totale della ringhiera;

- la creazione di una Consulta Giovanile al fine di avere una vera rappresentanza giovanile nel paese;

- il tentativo di ripristino del vecchio giornale “Il cittadino”, incrementando così un rapporto con gli abitanti, che si sta pian piano scemando, informandoli mensilmente sull’operato dell’Amministrazione;

- il coinvolgimento più profondo con le varie associazioni laiche e non, allo scopo di avvicinare più cittadini possibili nelle varie manifestazioni.

Inoltre, dopo aver esposto il lavoro fatto durante l’estate (8 giorni di cineforum, aiuto nell’organizzazione con gli scambi culturale europei ecc..) la FGCI si è impegnata a ripetersi anche quest’anno cercando di aumentare la qualità e quantità delle manifestazioni, e ad avere un rapporto più stretto con l’Amministrazione per far crescere il paese sia dal punto di vista culturale che turistico.

Naturalmente l’incontro non resterà isolato, in quanto entrambe le parti si sono impegnate a rivedersi in futuro portando con loro eventuali proposte e progetti.





FGCI Roccella J.