Chisti Simu (Intervista Reggio Calabria a tifoso reggino...)
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Blog di un giovane Roccellese (e altri amici...) particolarmente legati alle tematiche politico-sociali del loro territorio...
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pIcIaRo
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E' forse il paradosso più crudele; far bene il proprio lavoro, con passione, discernimento e rischiare però di finire in galera, ma in Calabria si sa la crudeltà sembra esser diventata legge...
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pIcIaRo
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L’A.N.P.AS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), in collaborazione con il Comitato Regionale Anpas Calabria, presenziato dal dott. Salvatore Valerioti, promuove il 7° MEETING NAZIONALE DELLA SOLIDARIETÀ che si svolgerà dal 27 settembre al 1 ottobre, nella Locride, precisamente nei Comuni di Siderno, Marina di Gioiosa Jonica e Locri (RC).
Saranno coinvolti circa 200 volontari provenienti da tutta Italia. Dopo Firenze, Genova, Modena, Cagliari, Torino e Padova, l’ormai consueto ed atteso appuntamento annuale si sposta per la prima volta nel sud; mostre, dibattiti, seminari, convegni, corsi di formazione in un’area particolare, la Locride, dove il Volontariato puo’ agire come potente moltiplicatore di solidarietà sociale.
La Pubblica Assistenza della piana di Gioio Tauro che si sta muovendo attivamente per la realizzazione della suddetta iniziativa è la P.A. San Giorgio Soccorso di San Giorgio Morgeto di cui è Responsabile la dott.ssa Nicoletta Rossi, nonché Responsabile Regionale di Protezione Civile Anpas.
Il Meeting rappresenta un punto d'incontro e di conoscenza per quanti operano nell'Anpas attraverso l'interscambio di esperienze, la promozione della solidarietà e del volontariato, la raccolta di consensi e di nuove progettualità, la discussione di tematiche sociali, creando opportunità per tutti coloro che intendono entrare nel mondo delle Pubbliche Assistenze; insomma un’iniziativa che ha sempre coinvolto l’intera cittadinanza contribuendo al rafforzamento di quella invisibile, ma fortissima rete di rapporti umani e sociali che è alla base del nostro movimento.
Sul lungomare di Siderno sarà allestito un campeggio per i Volontari delle Pubbliche Assistenze, con tende della Protezione Civile, PMA (Punto Medico Avanzato), Segreteria e Cucina da Campo, all’interno del quale sarà garantito il pernottamento e i pasti.
Si svolgeranno, per la prima volta a livello nazionale, le “SOCCORSIADI” , si tratta di simulazioni di soccorso sanitario a cui parteciperanno gli equipaggi dei Comitati Regionali Calabria, Liguria, Lombardia, Marche,Piemonte e Toscana a confronto. Non sarà una vera e propria gara, quanto un momento di formazione e di coordinamento, un’occasione per mettere in evidenza le differenze e iniziare a lavorare su standard comuni nel trasporto sanitario.
Sono stati inoltre programmati dei moduli di Protezione Civile con visita guidata a Soverato, 6 anni dopo l’alluvione e il corso di formazione "L'Anpas nella Progettazione Sociale", promosso dalla Commissione Aree di Sviluppo, in collaborazione con UniTS (Università del Terzo Settore),
Venerdì 29 settembre sarà inaugurata a Locri la Mostra “Storie nella Storia La Solidarietà dall’Ottocento al Duemila attraverso le immagini delle Pubbliche Assistenze” presso il Palazzo Nieddu del Rio. La Mostra espone le immagini storiche a testimonianza dell’impegno sociale delle Associazioni Anpas in 102 anni di storia. Partendo dalla metà dell’800 illustrano la presenza delle Pubbliche Assistenze nei grandi eventi calamitosi: epidemie, terremoti, alluvioni, incendi. E poi nel soccorso, nell’assistenza ai più deboli, nel ruolo di organizzazioni che aggregano i cittadini. Una sezione della mostra è dedicata ai mezzi di soccorso: dalla prima barella a mano alle ambulanze più moderne. Un’altra alla presenza delle donne nelle Associazioni, mentre una serie di documenti testimonia il percorso e la nascita della Federazione Nazionale.
Sabato 30 settembre è previsto il convegno "UN PATTO SOLIDALE PER UNA CRESCITA COMUNE Nuove Risorse per il Sud" presso il Grand Hotel President a Siderno.
La Manifestazione Nazionale dei Volontari si svolgerà invece domenica 1 ottobre a Locri. I volontari sfileranno per le vie della città di Locri, con la partecipazione dei Rappresentanti di Regioni, Province e Comuni che parteciperanno con i loro gonfaloni, fino ad arrivare in Piazza dei Martiri.
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Quando ho deciso di segnalare l'iniziativa del FAI "I luoghi del cuore" e di invitare le persone a votare IL MARE E LA SPIAGGIA DI ROCCELLA IONICA, non mi sarei mai aspettato di ottenere un risultato concreto, come molte cose l'avevo fatto per un problema di coscienza...Tra i vari luoghi segnalati vi sono tratti di costa quali la Baia dei Turchi, a Otranto, uno dei pochi angoli di spiaggia rimasti incontaminati sul litorale adriatico salentino (una piccola insenatura di sabbia finissima circondata da una parete di roccia calcarea e una macchia mediterranea selvaggia), cosi' come la spiaggia della Pelosa a Stintino, una delle spiagge piu' belle della Sardegna, o la Cala Azzurra dell'Isola di Favignana a Trapani con la caratteristica sabbia rosa, la spiaggia dei Conigli a Lampedusa, quella di Roccella Ionica in provincia di Reggio Calabria.
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Come ogni anno, ormai, il Festival Jazz è la manifestazione più importante dell'estate roccellese e da molti anni, segna il culmine e il punto massimo, di una stagione turistica che spesso, purtoppo, non è all'altezza delle aspettative dei turisti che vengono in vacanza nelle nostre zone.
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the saint
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E' ancora forte l'emozione della scora notte! Mentre scrivo sento un brivido risalire lungo la schiena.
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the saint
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L’economia della Calabria nel 2005. Note a margine di alcuni dati
Vittorio Daniele
Quasi un annus horribilis, il 2005, per l’economia della Calabria. Un anno in cui la drammatica contrazione del Pil, caduto del 2,7% rispetto all’anno precedente, si è accompagnata con una riduzione dell’occupazione (-2,3%) e con un calo sensibile della produzione extragricola (-2,1%). Questi pochi dati, essenziali e nitidi, sembrano segnalare, meglio di altri, la fase particolarmente critica attraversata dalla Calabria lo scorso anno e ci ricordano, ove ce ne fosse bisogno, le difficoltà strutturali della sua economia.

In un Paese in affanno, nel 2005 a crescita zero, la Calabria ha segnato una performance particolarmente negativa. Il -2,7% in termini di crescita è stato il dato peggiore registrato tra le regioni italiane. Come ogni altro dato però, anche questo, per essere significativo, va inquadrato all’interno di uno scenario, e letto alla luce di tendenze di più ampio periodo. Cominciamo dallo scenario, innanzitutto.
Nel 2005, come avverte l’Istat, si è protratta la fase di debole crescita (quasi una prolungata stagnazione) dell’economia italiana. In breve, l’Italia non è cresciuta. Non è cresciuta perché se nel Centro-Nord l’incremento del Pil è stato pari a zero, nel Sud esso è addirittura diminuito (-0,3%) rispetto all’anno prima. Solo le due Isole (e qualche regione come l’Abruzzo) hanno registrato una crescita positiva. Per il Pil delle altre regioni, tra le quali spiccano Puglia e Calabria, si è verificata, invece, una sensibile decrescita. Cosa significa ciò per il Mezzogiorno?
Ciò che evidente (e qui passiamo all’analisi delle tendenze di medio periodo), è che il processo di debole convergenza, in atto nell’ultimo decennio, tra le regioni deboli del Sud (come la Calabria) e il resto del Paese ha subito una decisa battuta d’arresto.
La forbice della ricchezza tra le regioni italiane è, dunque, destinata a riaprirsi? Un dato congiunturale, per quanto negativo, non consente di affermarlo con certezza. Per poter essere valutati appieno, i processi di crescita (e di convergenza o divergenza) necessitano di un orizzonte temporale piuttosto ampio. Tuttavia, i dati della Calabria possono destare una qualche preoccupazione proprio perché segnalano una condizione non solo congiunturale, ma anche, e soprattutto, strutturale. Un confronto tra il 2004 e il 2005 può forse bastare per illustrare la fragilità della base produttiva regionale, e la sua esposizione ai fattori ciclici. Nel 2004, giova ricordarlo, il Pil della Calabria crebbe a un tasso tra i più alti del Paese. Cos’era accaduto in quell’anno? Senza tante analisi, i dati grezzi mostravano come la crescita calabrese fosse da attribuire ad un’annata particolarmente favorevole per le produzioni agricole, in particolare di quelle olivicole. Nel 2005, invece, la produzione cade. E cade in maniera sensibile soprattutto nei settori extragricoli, ovvero nell’industria e nei servizi.
Una nota merita, poi, il dato relativo al Pil pro capite (un indicatore importante, che ci fornisce un’idea del livello di sviluppo di un’economia). L’anno scorso il Pil pro capite in Calabria è stato pari a poco meno di 15.000 euro, mentre in Trentino è stato di 30.400 euro. Un calabrese ha dunque prodotto, in media, il 49% di un Trentino o il 55% di un abitante del Centro-Nord. Il divario continua, dunque, a rimanere assai ampio e con poche probabilità di ridursi, se le tendenze in atto dovessero continuare.
Passiamo all’andamento dell’occupazione. Anche qui, come accennato, i dati del 2005 mostrano una situazione di difficoltà. L’anno scorso, nel nostro Paese, l’occupazione è diminuita. Nel Mezzogiorno, in particolare, in cui si registra ormai da tre anni una flessione, il calo è stato comparativamente maggiore (-0,8%).
In Calabria, che insieme con il Molise ha avuto la peggiore performance, l’occupazione è diminuita del 2,3%. Questo valore sembra segnalare come le fasi di rallentamento si riflettano sensibilmente su un mercato del lavoro strutturalmente debole, non in grado di generare nuova occupazione.
Infine, qualche altro dato può fornire un’idea dello scarso grado di competitività della nostra regione. Si tratta di quello sugli investimenti diretti esteri, diffuso da qualche giorno dall’Ufficio Italiano dei Cambi. È, questo degli investimenti esteri, un aspetto spesso trascurato, ma importante, soprattutto per una regione debole come la nostra, bisognosa di ampliare la sua base produttiva. Ebbene, nel 2005, la Calabria ha ricevuto circa nove milioni di euro di investimenti esteri, due milioni in meno rispetto all’anno prima. Si tratta di una cifra irrilevante se confrontata con quella delle altre regioni (anche dello stesso Mezzogiorno) e pari allo 0,01 del totale nazionale. Questo dato ci mostra come la nostra regione non racchiuda significativi fattori di attrazione per gli investitori esteri. Le cause sono molte, e anche molto note. E ciò che rileva è che né gli incentivi, né le politiche di promozione, sembrano sortire degli effetti positivi sugli investimenti.
Che fare, dunque, di fronte a questo quadro? La risposta è certo complessa, e i suggerimenti degli economisti molto articolati per poter essere compendiati in una nota a margine di alcuni dati. Tuttavia mi pare che senza una decisa azione di politica economica, diretta ad offrire al Mezzogiorno (e dunque alla Calabria) significativi incentivi agli investimenti, molte iniziative rischiano di rimanere inefficaci.
Quale azione di politica economica? Non certo quella centrata esclusivamente sui contributi pubblici agli investimenti che, se non inseriti all’interno di un quadro più ampio di incentivazione, sembrano essere scarsamente efficaci (come l’esperienza meridionale sembra dimostrare). Mi riferisco, piuttosto, a incentivazioni fiscali territorialmente differenziate (e automatiche) e a politiche specificamente dirette alle grandi imprese, anche estere, come i contratti di localizzazione. Naturalmente ciò non esclude (anzi implica) interventi strutturali, diretti a migliorare le condizioni di contesto e la qualità di molti beni pubblici, ancora insufficienti nella nostra regione. Come mostrano molti studi, infrastrutture carenti sia quantitativamente che quantitativamente, una burocrazia inefficiente, spesso non adeguata alle esigenze del sistema produttivo, e una presenza criminale pervasiva sono alcuni dei vincoli di contesto che maggiormente frenano la crescita economica calabrese.
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pIcIaRo
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La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.
Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica. È un po' una malattia dei giovani l'indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n'importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn'è mica mio!». Questo è l'indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c'è, si vive in regime di libertà. C'è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono... Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa.
Però la libertà è come l'aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica...
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell'Italia e del mondo.
Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sepere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane..
E quando io leggo nell'art. 2: «l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell'art. 11: «L' Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie... ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell'art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell'art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell'art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l' ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell'art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani...
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa cartra.
Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamenteo di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.
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Arrestati a Locri un caposala dell’ospedale ed il figlio. Oggi una conferenza stampa a Reggio.
REGGIO CALABRIA. Due persone sono state arrestate, nel corso di una operazione congiunta dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e degli agenti della squadra mobile della questira della citta' dello Stretto nell'ambito delle indagini sul delitto del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, esponente della Margherita, ucciso a Locri il 16 ottobre scorso, nell'androne di Palazzo Nieddu dove era stato allestito un seggio per le primarie dell'Unione per la scelta del candidato premier. Gli arrestati sono padre e figlio. Si tratta di Alessandro Marciano', 55 anni, detto "Celentano", caposala all'ospedale di Locri, e del figlio Giuseppe, di 27. Risalgono, invece, al 21 marzo scorso i primi arresti conseguenti alle indagini sull'uccisione di Francesco Fortugno. Polizia e Carabinieri, nell'ambito dell'operazione chiamata in codice "Arcobaleno", arrestarono i presunti autori materiali dell'agguato, avvenuto nell'androne del palazzo Nieddu-Del Rio di Locri il 16 marzo scorso, mentre si svolgevano le primarie dell'Unione. Accusati di essere gli autori materiali del delitto sono Salvatore Ritorto, indicato come il presunto killer; Domenico Audino, Carmelo Dessi' e Domenico Novella, tutti indicati negli atti della Dda di Reggio Calabria come "responsabili di avere preparato ed eseguito l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale".
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the saint
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Una Breve Biografia per chi non lo conoscesse:
Demetrio Naccari Carlizzi, è nato a Roma il 3 aprile 1967, sposato e padre di una bambina. Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina, perfeziona gli studi negli Stati Uniti. Dal 1994 è iscritto all’Ordine degli avvocati di Reggio Calabria.
E’ cultore, all’Università di Messina, in Diritto Amministrativo ed autore di diverse pubblicazioni.
Dal 1997 al 2001, nella Giunta Falcomatà, è vice Sindaco ed Assessore all’Organizzazione Risorse Umane, Sviluppo Locale ed Innovazione, Affari Generali, Area Legale e Contratti, Decentramento. E’, inoltre, autore del piano di innovazione tecnologica e della riqualificazione del personale, del cablaggio della città e della riorganizzazione dei principali servizi pubblici comunali.A dicembre 2001, dopo la prematura scomparsa di Italo Falcomatà, è stato Sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria e candidato a Sindaco nel 2002.
Nel aprile 2005 è stato eletto consigliere regionale della Calabria nella lista: “la Margherita Democrazia è Libertà” nella circoscrizione di Reggio Calabria, successivamente nominato Presidente della seconda Commissione: “Bilancio e programmazione economica”. Attualmente è anche componente della Commissione regionale antimafia, del Comitato regionale per la qualità delle leggi e della Commissione Affari Generali.
Portavoce del gruppo consiliare Margherita-Uniti nell’Ulivo al comune di Reggio Calabria. E’ componente della “cabina di regia” della Consulta nazionale per il Mezzogiorno della Margherita.
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pIcIaRo
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