Quickribbon Occhio su Roccella
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

martedì, ottobre 31, 2006

Chisti Simu (Intervista Reggio Calabria a tifoso reggino...)

Intervista con sottotitoli...

venerdì, ottobre 13, 2006

A fare bene il propio lavoro non si sbaglia mai!

E' forse il paradosso più crudele; far bene il proprio lavoro, con passione, discernimento e rischiare però di finire in galera, ma in Calabria si sa la crudeltà sembra esser diventata legge...

E' questa la frase con cui inizierei la mia favola se dovessi scrivere un libro sulla storia, o forse è meglio dire sull' incubo, di Guglielmo Genovese.
Ha ragione il giornalista del Quotidiano della Calabria a iniziare il suo articolo così: "Dalle stelle alle stalle, per poi ritornare su su, fino a sfiorare il cielo."
Guglielmo Genovese è, come lo definirebbe Lucarelli nei suoi libri, una PERSONA PERBENE, un professore-archeologo che tre anni fa, in seguito alla scoperta accidentale d' un insediamento preistorico d' epoca neolitica, ha dovuto subire un' enorme ingiustizia!
Questa è la storia di chi in Calabria tenta di fare bene il proprio lavoro di contribuire attivamente alla crescita della sua regione a tutti i livelli e puntualmente si ritrova i bastoni tra le ruote, muri enormi, porte chiuse e calci nel culo...
L'ho sempre detto e chi mi conosce lo sa bene, noi che viviamo fuori dalla Calabria ci sentiamo forse esuli, ma chi decide di restare a vivere, metter su famiglia, lavorare non fa una scelta semplice e soprattutto fa quella che io definisco una SCELTA CORAGGIOSA!
Ed è questo che ha avuto Guglielmo, coraggio, a mettersi contro chi ha cercato di intralciare o forse meglio sabotare la sua scoperta, chi gli ha puntato il dito contro dipingendolo come un LADRO e IMBROGLIONE!

Oggi dopo tre anni IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, Guglielmo Genovese ha spezzato il dito che tentava di sporcare la sua carriera e rimane un professionista affermato, e ci dimostra che anche in Calabria a fare bene il proprio lavoro non si sbaglia mai!







Qui sotto una serie di articoli apparsi sui quotidiani che descrivono molto bene la vicenda umana e giudiziaria del Prof. Genovese.


Articolo Gazzetta del Sud


Articolo La Provincia


Articolo Il Quotidiano della Calabria

lunedì, settembre 25, 2006

7° Meeting Nazionale della Solidarietà



L’A.N.P.AS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), in collaborazione con il Comitato Regionale Anpas Calabria, presenziato dal dott. Salvatore Valerioti, promuove il 7° MEETING NAZIONALE DELLA SOLIDARIETÀ che si svolgerà dal 27 settembre al 1 ottobre, nella Locride, precisamente nei Comuni di Siderno, Marina di Gioiosa Jonica e Locri (RC).

Saranno coinvolti circa 200 volontari provenienti da tutta Italia. Dopo Firenze, Genova, Modena, Cagliari, Torino e Padova, l’ormai consueto ed atteso appuntamento annuale si sposta per la prima volta nel sud; mostre, dibattiti, seminari, convegni, corsi di formazione in un’area particolare, la Locride, dove il Volontariato puo’ agire come potente moltiplicatore di solidarietà sociale.

La Pubblica Assistenza della piana di Gioio Tauro che si sta muovendo attivamente per la realizzazione della suddetta iniziativa è la P.A. San Giorgio Soccorso di San Giorgio Morgeto di cui è Responsabile la dott.ssa Nicoletta Rossi, nonché Responsabile Regionale di Protezione Civile Anpas.

Il Meeting rappresenta un punto d'incontro e di conoscenza per quanti operano nell'Anpas attraverso l'interscambio di esperienze, la promozione della solidarietà e del volontariato, la raccolta di consensi e di nuove progettualità, la discussione di tematiche sociali, creando opportunità per tutti coloro che intendono entrare nel mondo delle Pubbliche Assistenze; insomma un’iniziativa che ha sempre coinvolto l’intera cittadinanza contribuendo al rafforzamento di quella invisibile, ma fortissima rete di rapporti umani e sociali che è alla base del nostro movimento.

Sul lungomare di Siderno sarà allestito un campeggio per i Volontari delle Pubbliche Assistenze, con tende della Protezione Civile, PMA (Punto Medico Avanzato), Segreteria e Cucina da Campo, all’interno del quale sarà garantito il pernottamento e i pasti.

Si svolgeranno, per la prima volta a livello nazionale, le “SOCCORSIADI” , si tratta di simulazioni di soccorso sanitario a cui parteciperanno gli equipaggi dei Comitati Regionali Calabria, Liguria, Lombardia, Marche,Piemonte e Toscana a confronto. Non sarà una vera e propria gara, quanto un momento di formazione e di coordinamento, un’occasione per mettere in evidenza le differenze e iniziare a lavorare su standard comuni nel trasporto sanitario.

Sono stati inoltre programmati dei moduli di Protezione Civile con visita guidata a Soverato, 6 anni dopo l’alluvione e il corso di formazione "L'Anpas nella Progettazione Sociale", promosso dalla Commissione Aree di Sviluppo, in collaborazione con UniTS (Università del Terzo Settore),

Venerdì 29 settembre sarà inaugurata a Locri la Mostra “Storie nella Storia La Solidarietà dall’Ottocento al Duemila attraverso le immagini delle Pubbliche Assistenze presso il Palazzo Nieddu del Rio. La Mostra espone le immagini storiche a testimonianza dell’impegno sociale delle Associazioni Anpas in 102 anni di storia. Partendo dalla metà dell’800 illustrano la presenza delle Pubbliche Assistenze nei grandi eventi calamitosi: epidemie, terremoti, alluvioni, incendi. E poi nel soccorso, nell’assistenza ai più deboli, nel ruolo di organizzazioni che aggregano i cittadini. Una sezione della mostra è dedicata ai mezzi di soccorso: dalla prima barella a mano alle ambulanze più moderne. Un’altra alla presenza delle donne nelle Associazioni, mentre una serie di documenti testimonia il percorso e la nascita della Federazione Nazionale.

Sabato 30 settembre è previsto il convegno "UN PATTO SOLIDALE PER UNA CRESCITA COMUNE Nuove Risorse per il Sud" presso il Grand Hotel President a Siderno.

La Manifestazione Nazionale dei Volontari si svolgerà invece domenica 1 ottobre a Locri. I volontari sfileranno per le vie della città di Locri, con la partecipazione dei Rappresentanti di Regioni, Province e Comuni che parteciperanno con i loro gonfaloni, fino ad arrivare in Piazza dei Martiri.

Il Meeting prevede la presenza di Livia Turco (Ministro alla Salute), Cristina DE LUCA, (Sottosegretaria Ministero della Solidarietà Sociale con delega al Servizio Civile), Vilma MAZZOCCO, (Portavoce Forum Terzo Settore), Doris LO MORO (Assessore Regionale Tutela della Salute, Politiche Sanitarie e socialee della Calabria), Giuseppe GUZZETTI (Presidente ACRI Associazione Casse di Risparmio e Fondazioni di Origine Bancaria), Luigi BULLERI (Coordinatore Consulta Permanente del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore), Luciano SQUILLACI, Presidente Centro Servizi Volontariato I Due Mari (Reggio Calabria), SALVATORE VALERIOTI (Presidente del Comitato Regionale Anpas Calabria), Fausto CASINI (Presidente Nazionale Anpas), Luca COSSO (Vicepresidente Anpas), Rosy BINDI (Ministro Politiche per la Famiglia), Pietro FUDA (Senatore della Repubblica), Nuccio IOVENE (Senatore della Repubblica), Maria Teresa LAGANA’ FORTUGNO (Deputato della Repubblica), Mons. Giancarlo BREGANTINI (Vescovo di Gerace e Locri), Don Pino DE MASI (Vicario Generale Diocesi di Oppido Palmi e Referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro).



martedì, agosto 01, 2006

grazie... una prima VITTORIA!

Quando ho deciso di segnalare l'iniziativa del FAI "I luoghi del cuore" e di invitare le persone a votare IL MARE E LA SPIAGGIA DI ROCCELLA IONICA, non mi sarei mai aspettato di ottenere un risultato concreto, come molte cose l'avevo fatto per un problema di coscienza...


Oggi invece sul sito dell'Ansa ho visto i primi risultati e non nascondo lo stupore nell'aver trovato anche la nostra ROCCELLA!!!

Cito testualmente:



Tra i vari luoghi segnalati vi sono tratti di costa quali la Baia dei Turchi, a Otranto, uno dei pochi angoli di spiaggia rimasti incontaminati sul litorale adriatico salentino (una piccola insenatura di sabbia finissima circondata da una parete di roccia calcarea e una macchia mediterranea selvaggia), cosi' come la spiaggia della Pelosa a Stintino, una delle spiagge piu' belle della Sardegna, o la Cala Azzurra dell'Isola di Favignana a Trapani con la caratteristica sabbia rosa, la spiaggia dei Conigli a Lampedusa, quella di Roccella Ionica in provincia di Reggio Calabria.


Che dire... solo GRAZIE A TUTTI GLI AMICI che hanno diffuso quella mail scritta in un pomeriggio afoso a Siena, uno di quei pomeriggi in cui per noi, giovani emigrati, Roccella si trasforma da paese in sogno, qualcosa di fantastico che non puoi mai dimenticare perchè tatuato nel cuore... GRAZIE!!!







(per chi non l'avesse ancora fatto il sito per votare è http://www.iluoghidelcuore.it/)

martedì, luglio 11, 2006

Festival Jazz Rumori Mediterranei

Come ogni anno, ormai, il Festival Jazz è la manifestazione più importante dell'estate roccellese e da molti anni, segna il culmine e il punto massimo, di una stagione turistica che spesso, purtoppo, non è all'altezza delle aspettative dei turisti che vengono in vacanza nelle nostre zone.
Vogliamo quindi darvi delle indicazioni riguardanti questo evento, visto le richieste pervenuteci.
Il festival, giunto alla sua 26° edizione, si svolgerà dal 17 al 26 Agosto, e partirà dall'Arena dello Stretto di Reggio Calabria il 17, per passare poi il 19 a Locri, il 20 a Gerace, il 21 a Siderno e il 22 a Martone, prima delle serate più importanti e conclusive che si svolgerano nell'incantevole scenario del Teatro al Castello di Roccella e raggiungerà il suo culmine con l'esibizione il 26 Agosto di Sergio Cammariere, con uno spettacolo voce e piano.
Un programma, purtoppo, con un profilo minore rispetto alla scorsa edizione, quella del ventecinquesimo anno, ma che di certo, non deluderà le migliaia di appassionati che si daranno appuntamento ancora una volta a Roccella per il Festival, che, anche quest'anno, avrà la direzione artistica di Paolo Damiani e sarà intitolato BLUE LOCRIDE.
Per una completa visione degli eventi potrete consultare il sito del Festival jazz e scaricare l'intero programma.

Siam campioni del mondo, siam campioni del mondo

E' ancora forte l'emozione della scora notte! Mentre scrivo sento un brivido risalire lungo la schiena.
Riecheggia ancora forte un ritornello nella testa po po popopoooooo siam campioni del mondo, siam campioni del mondo!!!
Qualcosa di unico ed indescrivibile.
Per noi, nati nell'82, sembrava una sensazione che non avremmo mai vissuto, sembrava una "maledizione" continuare a vedere l'urlo di Tardelli.
Finalmente anche la nostra generazione ha vissuto il suo "delirio"!!!!
Forse parole forti, ma è questa una delle gioie più belle che ho provato in questi ultimi anni, ma credo che molti, come me, hanno provato lo stesso sentimento.
Ho riscoperto, o forse dovrei meglio dire scoperto, la gioia di ESSERE ITALIANO, la gioia di cantare l'inno di Mameli, ridere, gridare, gioire con perfetti "fratelli sconosciuti", che non avevo mai visto fino ad allora, e probabilmente non rivedrò mai più.
La voce stenta ancora a ritornare, ma l'emozione di quella Coppa fa dimenticare tutto.
Undici giocatori in campo ed una intera nazione a sostenerli, cadere nello sconforto per lo svantaggio iniziale, per poi liberarsi in un unico urlo al momento del pareggio, ed infine restare in apnea per dieci interminabili minuti al momento dei calci di rigore.
E poi...........e poi è finita, è finita, è finita, è finita,come direbbe il buon Marco Civoli, siamo campioni del mondo, e lo resteremo per sempre.
Tutti in strada a gioire, tutti in strada a sentirsi fieri di essere italiani, e per una notte ci dimentichiamo della crisi economica, dei problemi politici o di quelli istituzionali, per una notte siam campioni del mondo, siam campioni del mondo e nessuno potrà più togliercelo!!!!!

lunedì, luglio 03, 2006

L’economia della Calabria nel 2005. Note a margine di alcuni dati

L’economia della Calabria nel 2005. Note a margine di alcuni dati

Vittorio Daniele


Quasi un annus horribilis, il 2005, per l’economia della Calabria. Un anno in cui la drammatica contrazione del Pil, caduto del 2,7% rispetto all’anno precedente, si è accompagnata con una riduzione dell’occupazione (-2,3%) e con un calo sensibile della produzione extragricola (-2,1%). Questi pochi dati, essenziali e nitidi, sembrano segnalare, meglio di altri, la fase particolarmente critica attraversata dalla Calabria lo scorso anno e ci ricordano, ove ce ne fosse bisogno, le difficoltà strutturali della sua economia.




In un Paese in affanno, nel 2005 a crescita zero, la Calabria ha segnato una performance particolarmente negativa. Il -2,7% in termini di crescita è stato il dato peggiore registrato tra le regioni italiane. Come ogni altro dato però, anche questo, per essere significativo, va inquadrato all’interno di uno scenario, e letto alla luce di tendenze di più ampio periodo. Cominciamo dallo scenario, innanzitutto.

Nel 2005, come avverte l’Istat, si è protratta la fase di debole crescita (quasi una prolungata stagnazione) dell’economia italiana. In breve, l’Italia non è cresciuta. Non è cresciuta perché se nel Centro-Nord l’incremento del Pil è stato pari a zero, nel Sud esso è addirittura diminuito (-0,3%) rispetto all’anno prima. Solo le due Isole (e qualche regione come l’Abruzzo) hanno registrato una crescita positiva. Per il Pil delle altre regioni, tra le quali spiccano Puglia e Calabria, si è verificata, invece, una sensibile decrescita. Cosa significa ciò per il Mezzogiorno?

Ciò che evidente (e qui passiamo all’analisi delle tendenze di medio periodo), è che il processo di debole convergenza, in atto nell’ultimo decennio, tra le regioni deboli del Sud (come la Calabria) e il resto del Paese ha subito una decisa battuta d’arresto.

La forbice della ricchezza tra le regioni italiane è, dunque, destinata a riaprirsi? Un dato congiunturale, per quanto negativo, non consente di affermarlo con certezza. Per poter essere valutati appieno, i processi di crescita (e di convergenza o divergenza) necessitano di un orizzonte temporale piuttosto ampio. Tuttavia, i dati della Calabria possono destare una qualche preoccupazione proprio perché segnalano una condizione non solo congiunturale, ma anche, e soprattutto, strutturale. Un confronto tra il 2004 e il 2005 può forse bastare per illustrare la fragilità della base produttiva regionale, e la sua esposizione ai fattori ciclici. Nel 2004, giova ricordarlo, il Pil della Calabria crebbe a un tasso tra i più alti del Paese. Cos’era accaduto in quell’anno? Senza tante analisi, i dati grezzi mostravano come la crescita calabrese fosse da attribuire ad un’annata particolarmente favorevole per le produzioni agricole, in particolare di quelle olivicole. Nel 2005, invece, la produzione cade. E cade in maniera sensibile soprattutto nei settori extragricoli, ovvero nell’industria e nei servizi.



Una nota merita, poi, il dato relativo al Pil pro capite (un indicatore importante, che ci fornisce un’idea del livello di sviluppo di un’economia). L’anno scorso il Pil pro capite in Calabria è stato pari a poco meno di 15.000 euro, mentre in Trentino è stato di 30.400 euro. Un calabrese ha dunque prodotto, in media, il 49% di un Trentino o il 55% di un abitante del Centro-Nord. Il divario continua, dunque, a rimanere assai ampio e con poche probabilità di ridursi, se le tendenze in atto dovessero continuare.

Passiamo all’andamento dell’occupazione. Anche qui, come accennato, i dati del 2005 mostrano una situazione di difficoltà. L’anno scorso, nel nostro Paese, l’occupazione è diminuita. Nel Mezzogiorno, in particolare, in cui si registra ormai da tre anni una flessione, il calo è stato comparativamente maggiore (-0,8%).

In Calabria, che insieme con il Molise ha avuto la peggiore performance, l’occupazione è diminuita del 2,3%. Questo valore sembra segnalare come le fasi di rallentamento si riflettano sensibilmente su un mercato del lavoro strutturalmente debole, non in grado di generare nuova occupazione.

Infine, qualche altro dato può fornire un’idea dello scarso grado di competitività della nostra regione. Si tratta di quello sugli investimenti diretti esteri, diffuso da qualche giorno dall’Ufficio Italiano dei Cambi. È, questo degli investimenti esteri, un aspetto spesso trascurato, ma importante, soprattutto per una regione debole come la nostra, bisognosa di ampliare la sua base produttiva. Ebbene, nel 2005, la Calabria ha ricevuto circa nove milioni di euro di investimenti esteri, due milioni in meno rispetto all’anno prima. Si tratta di una cifra irrilevante se confrontata con quella delle altre regioni (anche dello stesso Mezzogiorno) e pari allo 0,01 del totale nazionale. Questo dato ci mostra come la nostra regione non racchiuda significativi fattori di attrazione per gli investitori esteri. Le cause sono molte, e anche molto note. E ciò che rileva è che né gli incentivi, né le politiche di promozione, sembrano sortire degli effetti positivi sugli investimenti.

Che fare, dunque, di fronte a questo quadro? La risposta è certo complessa, e i suggerimenti degli economisti molto articolati per poter essere compendiati in una nota a margine di alcuni dati. Tuttavia mi pare che senza una decisa azione di politica economica, diretta ad offrire al Mezzogiorno (e dunque alla Calabria) significativi incentivi agli investimenti, molte iniziative rischiano di rimanere inefficaci.

Quale azione di politica economica? Non certo quella centrata esclusivamente sui contributi pubblici agli investimenti che, se non inseriti all’interno di un quadro più ampio di incentivazione, sembrano essere scarsamente efficaci (come l’esperienza meridionale sembra dimostrare). Mi riferisco, piuttosto, a incentivazioni fiscali territorialmente differenziate (e automatiche) e a politiche specificamente dirette alle grandi imprese, anche estere, come i contratti di localizzazione. Naturalmente ciò non esclude (anzi implica) interventi strutturali, diretti a migliorare le condizioni di contesto e la qualità di molti beni pubblici, ancora insufficienti nella nostra regione. Come mostrano molti studi, infrastrutture carenti sia quantitativamente che quantitativamente, una burocrazia inefficiente, spesso non adeguata alle esigenze del sistema produttivo, e una presenza criminale pervasiva sono alcuni dei vincoli di contesto che maggiormente frenano la crescita economica calabrese.

giovedì, giugno 22, 2006

VOTIAMO NO!


Cari amici che mi onorate nel visitare e leggere questo blog, come sapete non è da me assumere e usare toni epocali ma Domenica e Lunedì prossimi saremo realmente chiamati a un momento importante per la nostra DEMOCRAZIA!
La democrazia dei nostri padri e dei nostri nonni è rappresentata ancora oggi dalla Costituzione, l' esempio più significativo di un' Italia che si rialzava dal giogo nazifascista e si ritrovava (laici e cattolici, comunisti e democristiani, liberali e socialisti) in un testo unico frutto del compromesso e del lavoro di questi uomini liberi.


La COSTITUZIONE il prossimo 25 e 26 Giugno sarà in PERICOLO!


Ma non sarà solo un testo un pezzo di carta ad essere in pericolo, ma la stessa unità nazionale. Non voglio assillarvi oltre, certo non più di quanto non abbiano fatto i vari Berlusconi e Bossi con le loro minacce al limite della decenza di un paese civile e democratico. Una cosa però voglio scrivervela, ed è il Discorso agli studenti milanesi (1955) scritto da Piero Calamandrei (1889-1956), un discorso forte, passionale che deve farci riflettere!


La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.

Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica. È un po' una malattia dei giovani l'indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n'importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn'è mica mio!». Questo è l'indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c'è, si vive in regime di libertà. C'è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono... Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa.

Però la libertà è come l'aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica...

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell'Italia e del mondo.

Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sepere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane..

E quando io leggo nell'art. 2: «l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell'art. 11: «L' Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie... ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!

O quando io leggo nell'art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!

O quando io leggo nell'art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!

O quando nell'art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l' ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!

E quando leggo nell'art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani...

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa cartra.

Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamenteo di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.






Delitto Fortugno, scoperti i mandanti?


Arrestati a Locri un caposala dell’ospedale ed il figlio. Oggi una conferenza stampa a Reggio.

REGGIO CALABRIA. Due persone sono state arrestate, nel corso di una operazione congiunta dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e degli agenti della squadra mobile della questira della citta' dello Stretto nell'ambito delle indagini sul delitto del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, esponente della Margherita, ucciso a Locri il 16 ottobre scorso, nell'androne di Palazzo Nieddu dove era stato allestito un seggio per le primarie dell'Unione per la scelta del candidato premier. Gli arrestati sono padre e figlio. Si tratta di Alessandro Marciano', 55 anni, detto "Celentano", caposala all'ospedale di Locri, e del figlio Giuseppe, di 27. Risalgono, invece, al 21 marzo scorso i primi arresti conseguenti alle indagini sull'uccisione di Francesco Fortugno. Polizia e Carabinieri, nell'ambito dell'operazione chiamata in codice "Arcobaleno", arrestarono i presunti autori materiali dell'agguato, avvenuto nell'androne del palazzo Nieddu-Del Rio di Locri il 16 marzo scorso, mentre si svolgevano le primarie dell'Unione. Accusati di essere gli autori materiali del delitto sono Salvatore Ritorto, indicato come il presunto killer; Domenico Audino, Carmelo Dessi' e Domenico Novella, tutti indicati negli atti della Dda di Reggio Calabria come "responsabili di avere preparato ed eseguito l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale".

giovedì, giugno 15, 2006

AUGURI DEMETRIO!!!

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 15 GIU - Il Consiglio regionale della Calabria ha eletto vicepresidente il consigliere Demetrio Naccari Carlizzi, della Margherita. In sostituzione di Francesco Fortugno, anch'egli della Margherita, ucciso il 16 ottobre scorso in un agguato di mafia a Locri. Su Naccarati Carlizzi, gia' presidente della Seconda Commissione consiliare, sono confluiti tutti i voti dei 33 consiglieri di centrosinistra presenti alla seduta, mentre i dodici consiglieri del centrodestra si sono astenuti.


Una Breve Biografia per chi non lo conoscesse:


Demetrio Naccari Carlizzi, è nato a Roma il 3 aprile 1967, sposato e padre di una bambina. Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina, perfeziona gli studi negli Stati Uniti. Dal 1994 è iscritto all’Ordine degli avvocati di Reggio Calabria.

E’ cultore, all’Università di Messina, in Diritto Amministrativo ed autore di diverse pubblicazioni.

Dal 1997 al 2001, nella Giunta Falcomatà, è vice Sindaco ed Assessore all’Organizzazione Risorse Umane, Sviluppo Locale ed Innovazione, Affari Generali, Area Legale e Contratti, Decentramento.
E’, inoltre, autore del piano di innovazione tecnologica e della riqualificazione del personale, del cablaggio della città e della riorganizzazione dei principali servizi pubblici comunali.

A dicembre 2001, dopo la prematura scomparsa di Italo Falcomatà, è stato Sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria e candidato a Sindaco nel 2002.
Portavoce del gruppo consiliare Margherita-Uniti nell’Ulivo al comune di Reggio Calabria. E’ componente della “cabina di regia” della Consulta nazionale per il Mezzogiorno della Margherita.

Nel aprile 2005 è stato eletto consigliere regionale della Calabria nella lista: “la Margherita Democrazia è Libertà” nella circoscrizione di Reggio Calabria, successivamente nominato Presidente della seconda Commissione: “Bilancio e programmazione economica”. Attualmente è anche componente della Commissione regionale antimafia, del Comitato regionale per la qualità delle leggi e della Commissione Affari Generali.



Inutile rimarcare la nostra soddisfazione, Demetrio Naccari rappresenta sicuramente una delle giovani figure più autorevoli e politicamente preparate per un ruolo istituzionale così importante. L'augurio è che riesca a imprimere all'intero consiglio la passione e la coerenza politica che da sempre lo contraddistinguono. AUGURI DEMETRIO!!!