Quickribbon Occhio su Roccella
_@_OcchiO su Roccella _@_ Scelti per Voi: Camilla che odiava la politica - Autore: Luigi Garlando - Casa editrice: Rizzoli. - (Camilla ha dodici anni e vive in un paese di provincia insieme al fratellino e alla mamma. Il papa, in passato braccio destro del Primo Ministro, non c'è più: si è suicidato in carcere sei anni prima, dopo essere stato accusato ingiustamente di corruzione. Da allora Camilla odia la politica e tutto ciò che ha a che fare con essa. Ma un giorno in paese arriva un barbone, che prima la aiuta a ribellarsi a un gruppo di bulli della sua scuola, e poi, piano piano, le insegna che cosa sia la politica, quella vera, quella a cui il suo papa aveva dedicato tutto se stesso. E grazie a quelle lunghe chiacchierate Camilla impara a far pace con la politica e con il mondo, quello dentro di sé e quello in cui vive.)

AdnKronos News

venerdì, marzo 31, 2006

Romano Prodi sul web...



Intervista a Romano Prodi

Vi racconto il mio web










Dal futuro del telelavoro alle problematiche del "file sharing", dal voto elettronico al personale rapporto con il web. In questa intervista esclusiva, Romano Prodi spiega la sua visione di Internet e delle nuove tecnologie applicate anche alla politica. E anticipa la sua visione del futuro: "La nostra prossima scommessa si chiama partito democratico. Un contenitore politico nuovo che dovrà confrontarsi con i problemi del ventunesimo secolo".

Il mondo dell’informazione in Italia è criticato da più parti. Secondo lei qual è il modo migliore per informarsi in mezz’ora al giorno per un giovane d’oggi?

"Le risorse che mette a disposizione Internet sono senz’altro straordinarie. Ognuno è figlio della propria generazione, perciò la Rete mi sembra un approdo piuttosto naturale per i giovani: si tratta di uno strumento pratico, veloce e che consente di reperire informazioni certe, a patto ovviamente che ci si rivolga a fonti affidabili.

Tuttavia, parlando di mass media, va anche compresa e tenuta in considerazione la loro specificità: per tempi e modalità di consumo ciascuno fornisce un contributo aggiuntivo, a cui sarebbe bene non rinunciare.

A dispetto del fenomeno della convergenza che, soprattutto per ragioni di accesso, non mi pare possa ancora spingere i media tradizionali in soffitta. Almeno per ora".

Internet è probabilmente la realtà che negli ultimi dieci anni è cresciuta più velocemente, innovandosi in continuazione. D’altro canto, la politica presenta gli stessi candidati di dieci anni fa. Nella sua coalizione quali sono gli elementi più nuovi, giovani, innovativi rispetto al ’96?

"La nostra scommessa per il futuro si chiama partito democratico. Un contenitore politico nuovo, vitale, che dovrà confrontarsi con i problemi che ci sottoporrà il ventunesimo secolo.

Da lì partirà anche un progetto di ringiovanimento della politica, tanto dei suoi contenuti che dei dirigenti. Certo, sarà un percorso graduale, proprio perché gestito dal basso, collettivamente, e non pianificato come di consueto all’interno delle segreterie di partito.

Dopo la sfida elettorale, accanto alla missione di governo, ci concentreremo solo su questo, chiamando a raccolta soprattutto le nuove generazioni: sarà la prima grande innovazione civile, non solo politica, del nuovo secolo".

Internet e la tecnologia offrono nuove speranze per il mondo del lavoro. Secondo lei il telelavoro è un’opportunità reale?

"E’ senz’altro una delle nuove opportunità garantite dal progresso della tecnologia, ma esprimersi in termini ultimativi mi pare piuttosto rischioso.

Si tratta di soluzioni che conosceranno ancora notevoli assestamenti, e solo quando avranno assunto un profilo più stabile potranno essere stimate
per il loro effettivo valore.

Il compito che ci aspetta, anche in questo caso, sarà quello di confrontarci con le atipicità di un mercato in continua mutazione come quello del lavoro, preservandone però le garanzie fondamentali e le forme di tutela previste.

Insomma, il precariato andrà combattuto su tutti terreni, nuove tecnologie comprese, dove spesso le prospettive di sviluppo si presentano con contorni ancora più incerti".

La legge Urbani prevede pene severe fino al carcere per chi immette in rete a “fini di lucro” musica e film coperti da copyright. Qual è la sua posizione nei confronti di questa legge? E cosa pensa del “file sharing” ovvero dello scambio di musica e di film?

"Il diritto d’autore va tutelato, su questo non c’è alcun dubbio. Riscontro però molti squilibri nella legislazione approvata dal centrodestra nel corso dell’ultima legislatura, con atteggiamenti fortemente puntivi verso alcuni tipi di reati ed un inspiegabile lassismo verso altre pratiche illecite.

Pensiamo all’atteggiamento tenuto verso chi ha mandato in rovina migliaia di risparmiatori o, addirittura, la depenalizzazione di reati come il falso in bilancio, che in America – il modello culturale e politico più volte sbandierato dal premier – viene colpito con pene durissime.

Questa contraddittorietà, che in realtà nella sua faccia più morbida nasconde la tutela di interessi precisi, non risponde all’interesse collettivo. Anche il discorso sul copyright, infatti, andrebbe affrontato all’interno di una prospettiva più ampia.

Invece di punire e basta, bisognerebbe capire come affrontare il tema dell’accesso alla cultura e all’intrattenimento, completamente ridefinito dall’avvento di Internet, in modo da ampliare il bacino degli utenti salvaguardando i diritti dei produttori.

Una discussione che coinvolga tutti i soggetti interessati è l’unico strumento per arrivare ad una soluzione equa e condivisa".

In America come in Italia Internet è un media che anche la politica ha iniziato ad usare. Lei ha lanciato, sull’onda dei candidati alla presidenza americani, il sito “incontriamoci”. Qual è stata la risposta? Avete ottenuto lo scopo che vi eravate prefissi?

"Decisamente sì. La sfida che ci attendeva, dopo le primarie, non era certamente facile: si trattava di trasformare un’ eccezionale esperienza di partecipazione in qualcosa di stabile e continuativo, in sostanza di fare un salto di qualità tale da rendere, per usare un gioco di parole, ordinario ciò che era straordinario.

Bene, ci è riuscito anche questo: migliaia di persone hanno contribuito direttamente all’organizzazione della campagna elettorale, creando numerosissime occasioni di incontro e dibattito.

Una parte del merito va attribuita certamente a Internet, che fornisce possibilità radicalmente nuove di avvicinamento e aggregazione.

Ma perché il virtuale si trasformi in qualcosa di concreto, ricordiamolo, la tecnologia non basta: servono ancora la passione, il senso civico, la
partecipazione".

La parziale introduzione dello scrutinio elettronico si porta dietro inevitabili polemiche sul pericolo brogli. Secondo lei sarà mai possibile arrivare al voto elettronico in Italia? In tal caso crede che potrà rappresentare un'opportunità per stimolare la partecipazione al voto?

"Il voto elettronico è certamente una soluzione percorribile a condizione che non vi siano margini di dubbio sulla correttezza delle procedure. C’è poi un’altra questione: mi pare un grosso equivoco ricondurre la disaffezione dei cittadini alla politica a questioni di praticità o comodità.

Il problema sta altrove. Occorre restituire la politica alle persone, fare in modo che tra il momento del voto e quello del governo non ci siano troppe mediazioni, tali per cui la partecipazione popolare finisca con l’essere un atto puramente formale.

E addolora, purtroppo, il fatto che la legge elettorale voluta dal centrodestra vada in direzione esattamente opposta".

Infine, professore, lei usa internet? Cosa fa quando naviga? Da quando? Come è cambiato in questi anni il suo uso di internet?

"Ammetto di essermi avvicinato a Internet solo da qualche anno, in coincidenza con la mia esperienza europea: ma si è trattato di un’autentica rivelazione.

Da allora trovo molto utile visitare i siti dei quotidiani stranieri, degli enti di ricerca e delle grandi biblioteche estere. Insomma, quando posso, sono un appassionato e curioso “navigatore” anch’io".



Intervista in esclusiva a Virgilio Notizie
(http://notizie.virgilio.it/storie/prodi2.html)


mercoledì, marzo 29, 2006

Il sogno diventa realtà: il Papa accoglie la richiesta dei ragazzi di Roccella

Sarà un’esperienza unica ed entusiasmante quella che vivranno i ragazzi della scuola elementare di Roccella giorno 29 e 30 Marzo, la Benedizione del Santo Padre e l’incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica sono esperienze uniche da vivere almeno una volta nella vita. Noi cittadini del sud pensiamo spesso che queste cose possiamo vederle solo alla TV e che possono capitare solo agli altri, ci sentiamo spesso abbandonati al nostro destino ma questa volta è arrivato il nostro momento, da vivere e non scordare mai. Per questi ragazzi sarà un’esperienza indimenticabile e per tutti noi roccellesi è come viverlo dal vivo, anche se non saremo fisicamente insieme a loro.Voglio mandare, a questi ragazzini, l’augurio di vivere al meglio e con la spensieratezza che solo ragazzi di 10 anni possono avere, queste due giornate, con la speranza che al loro ritorno possano portare a Roccella e ai roccellesi un raggio di luce e di speranza per un futuro più roseo fatto di gioia e di fratellanza.
ROCCELLA JONICA - “Caro Papa Benedetto, siamo dei bambini di una Scuola Elementare di Roccella Jonica: un piccolo paese della Locride, in provincia di Reggio Calabria. La nostra è una zona dove sono presenti tanti problemi: disoccupazione, mafia, mancanza di infrastrutture… Noi, pur essendo piccoli siamo sensibili verso questi problemi infatti, assieme alle nostre insegnanti abbiamo realizzato un progetto sulla legalità e sull’identità nazionale. Per questo siamo stati invitati al Quirinale giovedì 30 marzo 2006. Nel nostro programma era in previsione la visita al Vaticano. Siccome noi sappiamo che il mercoledì è la giornata delle udienze, saremmo felici di incontrarti il mercoledì 29. Abitiamo abbastanza distanti da Roma quindi questa sarebbe per noi una meravigliosa occasione per poterti vedere e ricevere la tua Benedizione…” inizia così la lettera che gli alunni della Scuola Elementare “Carrera” di Roccella Jonica hanno inviato allo Stato Pontificio. Ebbene questa lettera è stata letta dal Papa che ha risposto per mano del Suo Prefetto James Harvey.Ma ripercorriamo le tappe di questo significativo evento che sa da realizzare. Il primo giugno 2005 i ragazzi del gruppo teatro della Scuola Primaria di Roccella Jonica plesso “Carrera” hanno rappresentato, nell’auditorium comunale, la storia della bandiera italiana. I primi giorni di maggio 2005 avevano inviato al Presidente Ciampi una lettera, affinché venisse ad assistere allo spettacolo.La Presidenza della Repubblica ha risposto in data 23 di Maggio 2005, con un fonogramma nel quale si invitavano al Quirinale questi ragazzi. Gli alunni, accompagnati dal Dirigente Nicola Barbaro e dalle insegnanti Anzia Ursino, Annamaria Ferrari, Maria Asprea, Elena Frajia e Elisa Sfara saranno ricevuti al Quirinale, dal Presidente Ciampi il 30 di Marzo prossimo. Ma non finisce qui, la ciliegina sulla torta sarà rappresentata dall’accettazione con conseguente invito e menzione nell’udienza di mercoledì 29 marzo che inizierà alle 10,30 e terminerà con la Benedizione Apostolica. Il gruppo di bambini e insegnanti della Scuola Primaria di Roccella Jonica, pertanto, dovranno obliterare 35 biglietti d’accesso al Portone di Bronzo del Palazzo Apostolico, mercoledì prossimo. Una giornata certo che sarà indelebile per la loro memoria. L’Assessore alla cultura del Comune, di Roccella Jonica, Antonino Leggio, augura ai ragazzi di vivere intensamente questa storica, per loro, per la nostra scuola e per la città questa esperienza.
Tratto dal sito del comune di Roccella

Interessante....

Clamorose dichiarazioni alla RIVIERA del giornalista Francesco Caridi, già consulente di un vicepresidente dell’Antimafia, su sicurezza pubblica e politica in Calabria: monito all’Unione perché non faccia voto di scambio ed alla signora Laganà perché non si faccia utilizzare per un’operazione estranea alla ricerca della verità sulla morte di suo marito. Un rapporto del Sisde sull’omicidio Fortugno svelerebbe anche caratteri della mala politica regionale. Monito anche agli esponenti del centrodestra, perché non barattino rendite localistiche con le scelte per il governo nazionale.


Caro Direttore,

gli ultimi successi investigativi conseguiti dal commissariato di polizia di Siderno diretto dal vicequestore Rocco Romeo suscitano nell’opinione pubblica un rinnovato apprezzamento per l’azione di tutela della società da parte delle forze dell’ordine, nonostante l’aggravamento della situazione della Locride che permane incontrollata come dimostra l’omicidio del giovane calciatore di Bianco e come potranno dimostrare altri nuovi delitti che presumo incombenti per calcolo statistico.
Il grave pericolo causato nella Locride soprattutto dall’invadenza del traffico di droga e di armi e della pratica usuraria (alimentata nei circuiti bancari attraverso operazioni protette) sembra sottovalutato da alcuni esponenti dell’Unione, i quali sono occupatissimi in questi giorni a rastrellare promesse di voto in ogni ambiente, con una pratica amorale che non va troppo per il sottile, come è successo alle ultime elezioni regionali.
Del resto, è sorprendente che nei ranghi del centrosinistra, e specialmente nel partito delle vedove eccellenti, dopo le accorate prese di posizione per l’uccisione di un loro rappresentante istituzionale, si sia attenuata l’indignazione per quanto sta accadendo di losco sullo sfondo della politica locale e regionale, anche in seguito agli sconvolgimenti provocati dall’omicidio Fortugno.
Credo che la signora Laganà, alla quale vanno sempre la mia solidarietà e il rispetto che ho sempre provato per suo padre Mario e suo zio Guido, già interpreti in Calabria di una stagione problematica ma meno infelice e certamente più dignitosa dell’attuale, presto si accorgerà di essere stata utilizzata, con pregiudizio per la sua dolorosa testimonianza, per un’operazione politica che niente ha da spartire con la ricerca della verità sulla morte di suo marito Francesco Fortugno e che invece servirà, probabilmente, a mettere il coperchio su bruttissime faccende del resto registrate in uno dei rapporti del Sisde segretato al Ministero dell’Interno. Sarebbe forse il caso che la signora Laganà pretendesse, magari tramite gli uffici parlamentari e di partito del deputato Marco Minniti, il rivelamento della relazione del Sisde, anche per spiegare il vero funzionamento della mala politica calabrese a tutti quei ragazzi della Locride esibiti dalla sinistra nelle piazze d’Italia come icone di un martirio sociale, ma ignari di molte verità scomode per tutti i loro tutori.
Credo anche che se il buon ministro Pisanu facesse rivelare, per dovere d’ufficio, quel rapporto, probabilmente dal centrosinistra si leverebbero alcune voci scandalizzate sull’inquinamento della campagna elettorale da parte del governo Berlusconi, e forse soltanto il presidente della Giunta regionale Loiero proverebbe qualche soddisfazione, prendendosi una sorta di rivalsa su certi personaggi adesso molto critici per la sua libertà di azione, e magari trovando la scusa per uscire, con dimissioni, da una situazione di difficoltà personale e politica che non gli consente il libero esercizio di governo. Chieda consiglio a Fuda, per l’exit.
Credo, inoltre, che la voglia sfrenata di carriera di alcuni trasformisti locali senza tradizioni culturali né ideologiche sia un insulto al desiderio della gente comune di vivere in una società in cui il voto rifletta una opinione libera, una moralità di valori, una equità non condizionata, e non dipenda invece da soggiogamenti a vecchie brutte consuetudini che umiliano i calabresi.
Al recente incontro sidernese con i capilista di Forza Italia al Senato e alla Camera, Caligiuri e Fedele, ho chiesto loro di dare maggiore disponibilità alla gente comune, e prestare minore o nessun ascolto a quelle clientele politicamente erratiche interessate solamente al proprio mantenimento, oggi all’apparenza garantito da settori del centrosinistra, come ieri da settori del centro. Ed ho ammonito che non si devono barattare alcune rendite localistiche con le scelte per il governo della nazione, richiamando dunque tutti gli interpreti di centrodestra nella Locride e nel resto della Calabria al senso di responsabilità in un momento decisivo per il futuro dell’Italia.

(27.03.2006)
Francesco D. Caridi





martedì, marzo 28, 2006

una legge per i giovani.

Legge regionale per i giovani

Interventi mirati per istruzione, orientamento e lavoro

Una nuova legge che vede al centro i giovani e la loro formazione: è l' iniziativa che sarà illustrata venerdì prossimo dai consiglieri regionali della Margherita, Demetrio Naccari Carlizzi (primo firmatario), Pietro Giamborino e dal capogruppo Enzo Sculco.


Il progetto di legge "testo unico regionale in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione e lavoro" consta di undici articoli e intende promuovere la riforma del sistema integrato regionale per il diritto alla crescita, all' apprendistato e al lavoro.


La valorizzazione della persona umana, è scritto in una nota, è al centro della proposta che, attraverso una serie di interventi finalizzati, intende disegnare un vero e proprio percorso regionale di istruzione e formazione.


"Un percorso - ha sostenuto Naccari - che diventa possibile e concreto solo mettendo insieme in modo organico gli interventi delle politiche integrate dell' educazione, dell' istruzione, dell' orientamento, del lavoro e della formazione professionale e universitaria".


tratto da (www.demetrionaccari.it)




venerdì, marzo 24, 2006

NON C'E' TREGUA!

AGENTE PUBBLICITARIO FERITO GRAVEMENTE IN UN AGGUATO A SIDERNO

Rosario Iannì, 42 anni, e' stato raggiunto alle spalle e alle gambe da alcuni colpi di fucile a pallettoni. A sparargli, da lontano, uno sconosciuto


Lamezia Terme, 24 mar. - (Adnkronos) - Un agente pubblicitario di un periodico locale ''La Riviera'', e' stato ferito ieri sera a Siderno, in provincia di Reggio Calabria, in un agguato. Rosario Iannì, 42 anni, e' stato raggiunto da alcuni colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni. A sparare contro di lui, uno sconosciuto che ha esploso i colpi dalla lunga distanza, centrando l'uomo alle spalle e agli arti inferiori.





Iannì ha perso molto sangue: quando e' giunto all'ospedale di Locri i medici lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La vittima non e' in pericolo di vita, anche se le sue condizioni sono gravi.



TUTTI NOI VOGLIAMO ESPRIMERE LA NOSTRA SOLIDARIETA' AL GIORNALE DI IANNI', LA RIVIERA, E A TUTTA LA SUA FAMILIA PER QUESTO GESTO VIGLIACCO E BESTIALE, VERGOGNATEVI!


mercoledì, marzo 22, 2006

OMICIDIO FORTUGNO/ Unanime soddisfazione

CATANZARO. "Adesso vanno individuati i mandanti. Tutti hanno diritto di sapere la verita' fino in fondo, in primo luogo la famiglia. Per cui chiunque ritiene di conoscere qualcosa che va al di la' di quello che gli inquirenti hanno appurato fino a oggi, dovrebbe avere il dovere civico di parlarne con i magistrati". Cosi' il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero in merito agli sviluppi delle indagini sul delitto del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno. "Gli arresti effettuati, l'individuazione dei presunti sicari, sono un primo e importante passo - aggiunge Loiero - e mi auguro che presto venga chiarito tutto il contesto di un delitto che ha atterrito il Paese. Quello intanto raggiunto e' un risultato importante, in una realta', ancora ieri sconvolta dal delitto di un giovane calciatore, dove in diciotto mesi si sono consumati 28 omicidi, quasi tutti rimasti impuniti. Il merito della svolta e' di coloro, inquirenti e magistrati ma anche del ministro Pisanu e del prefetto De Sena, che hanno lavorato senza farsi in alcun modo condizionare da ansiose aspettative, dando risposte concrete alle domande di verita' provenienti da tutto il Paese". Per il presidente della Calabria "e' necessario dare segnali efficaci come questo. Perche' solo restituendo alla gente fiducia nelle istituzioni sara' piu' facile avviare quell'opera di bonifica civile della Locride, un territorio in cui esistono bisogni ed esigenze che attendono da molti anni di essere soddisfatti". "Ora l'assassino di Franco Fortugno e i suoi complici hanno un volto, hanno nome e cognome e, soprattutto, non possono offendere la vita di altre persone innocenti", ha detto dal canto suo il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova. "Il lavoro delle forze di polizia, dei nuclei di intelligence e della magistratura - aggiunge Bova - ci consegna questo primo, importantissimo risultato. A loro va il nostro sincero apprezzamento e ringraziamento. Su questa strada occorre procedere di lena perche' la verita', tutta la verita' sull'assassinio del vice presidente del Consiglio regionale Franco Fortugno, emerga in tutti i suoi aspetti. In questi mesi la Calabria onesta e' stata capace di intraprendere, contro la 'ndrangheta e le sue azioni delittuose, iniziative sistematiche e senza precedenti, a tutti i livelli, assumendo a simbolo il coraggio dei ragazzi di Locri. Questo primo risultato riguardo gli esecutori materiali del delitto Fortugno deve essere uno stimolo forte per continuare senza pause ne' tentennamenti, perche' i responsabili di altri efferati delitti, a cominciare dagli assassini del giovane calciatore Cotroneo, vengano individuati e perseguiti e, infine, perche' diventi sempre piu' efficace l'azione di contrasto anche attraverso il sequestro prima e la confisca dopo dei beni illecitamente accumulati. Su questa grande priorita' della democrazia calabrese - conclude Bova - il Consiglio regionale continuera' ad operare con impegno e come un sol uomo, cosi' come ha saputo fare fino ad oggi". "E' un giorno importante per la Calabria e la democrazia italiana" ha affermato Marco Minniti, responsabile Sicurezza e difesa della direzione nazionale Ds. "Avere assicurato - afferma Minniti - alla giustizia gli assassini di Franco Fortugno e' la svolta che aspettavano da 157 giorni". "Speriamo ora - prosegue Minniti - che si possa rapidamente giungere a chiarire tutti gli aspetti di un omicidio di fronte al quale la Calabria si e' ribellata innescando un circolo virtuoso che spero duri a lungo conseguendo risultati decisivi per il futuro di questa terra". "Grazie di cuore a magistrati e forze di polizia che hanno ottenuto un cosi' brillante successo". Il Presidente della Camera dei deputati, Pier Ferdinando Casini, ha espresso al ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, e al Capo della Polizia, Gianni De Gennaro, "il piu' vivo compiacimento per l'operazione che ha portato all'arresto dei responsabili dell'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Franco Fortugno. E' un successo - prosegue Casini - che testimonia l'intensa e continua attivita' di contrasto alla criminalita' organizzata che occorre proseguire con determinazione per riaffermare i valori di legalita' dello Stato". "L'operazione e' appena iniziata ma e' comunque di straordinaria importanza. E' lo Stato che sa reagire". Cosi' il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, presente, oggi, alla manifestazione nazionale di Libera, commenta la notizia degli arresti dei presunti assassini del vicepresidente della regione Calabria. Per il procuratore Caselli resta pero' "un punto dolente, decisivo, quello della scissione dei legami tra mafia e politica. Se non si interviene su quello i successi investigativi non bastano". Caselli ha, infine, sottolineato l'importanza nella lotta alla mafia della risposta della societa' civile "come sta avvenendo oggi a Torino". "L'arresto degli assassini di Fortugno costituisce la riprova dell'efficienza e della capacita' delle forze dello Stato impegnate con determinazione e rigore nonostante le polemiche e le illazioni che pur hanno scandito tutta questa fase delle indagini". Lo sostiene il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino. "L'arresto - aggiunge - appare l'esito di un'attivita' di grande professionalita', condotta nel piu' assoluto riserbo, andata avanti in maniera implacabile verso gli obbiettivi prefissi. Lo Stato, ancora una volta, ha dimostrato di essere piu' forte della criminalita' dando cosi' risposte tranquillizzanti non solo ai "giovani di Locri", ma a tutti i calabresi onesti che nello Stato credono ed hanno fiducia. E segnali imponenti che la fiducia sarebbe stata ripagata si videro sin dall'inizio di questa terribile vicenda, quando un forte spiegamento di forze venne impiegato dal governo in Calabria per collaborare con la magistratura reggina che ha dato prova, ancora una volta, di straordinaria sensibilita' istituzionale, di sobrieta' e grande competenza, ben consapevole che la segretezza e' arma efficacissima in questo genere di indagini". "Il procuratore di Reggio Calabria Antonino Catanese, supportato dal procuratore Pietro Grasso, deve chiedere scusa ai calabresi tutti per avere definito, soltanto pochissimi giorni fa, deprecabili "i toni e i contenuti" delle mie dichiarazioni in base alle quali aveva comunicato ufficialmente che anche le pietre conoscevano killer, basisti e mandanti del delitto Fortugno. Oggi scoprono a distanza di pochissimi giorni dalle mia dichiarazioni il killer e i basisti, mentre mancano ancora i mandanti che peraltro sono la parte fondamentale per scoprire cio' che si nasconde dietro questo omicidio". E’ quanto ha detto il vice presidente della Commissione parlamentare antimafia Angela Napoli, di An, dopo l'operazione della polizia che oggi ha portato all'arresto degli esecutori materiali dell'omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, ucciso il 16 ottobre scorso al seggio allestito a Locri per le primarie dell'Unione. "Ora - aggiunge la Napoli - si cerchino mandanti e movente del delitto. Da queste risultanze l'omicidio di Fortugno viene giustificato come un omicidio di mafia nato all'interno di una guerra tra cosche. Ma, se tutto rimane cosi', viene data un immagine distorta dello stesso Fortugno. Perche' non potrebbe che essere parte integrante di una guerra tra cosche e quindi parte integrante di una cosca. E non mi pare che sia cosi'". "Oggi, nell'ambito delle indagini sul caso Fortugno, si e' fatto un importante passo in avanti, per questo vorrei esprimere un plauso ed un ringraziamento alle forze dell'ordine, agli inquirenti impegnati da mesi e al Ministro degli Interni". Lo ha affermato, in una nota, il vice ministro alle Infrastrutture, Mario Tassone, vice segretario vicario dell'Udc, secondo il quale "spero che ora si possa costruire l'intera verita' su un caso che ha segnato profondamente la vita istituzionale e politica della Calabria".

martedì, marzo 21, 2006

FINALMENTE UNA BELLA NOTIZIA...

REGGIO CALABRIA - La polizia di Stato ha arrestato i presunti responsabili dell' omicidio di Franco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, assassinato a Locri il 16 ottobre dell' anno scorso. In Calabria e' in corso un' operazione del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine e della Squadra Mobile di Reggio Calabria che stanno eseguendo alcune ordinanze di custodia cautelare in carcere.

FORTUGNO: ARRESTI, ANCHE PRESUNTO KILLER E 3 COMPLICI
Il presunto killer di Franco Fortugno e' Salvatore Ritorto, di 27 anni, con precedenti penali. Gli altri tre correi nell' omicidio sono Domenico Audino (27), Domenico Novella (24) e Carmelo Dessi' (26). Tutti arrestati, appartengono alla cosca Cordi' di Locri.
FORTUGNO: ARRESTI; 9 LE ORDINANZE CAUTELARI ESEGUITE
Sono nove le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Polizia nell'ambito dell' operazione che ha portato all' arresto dei presunti esecutori dell' omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, Annamaria Arena, su richiesta dei sostituti Giuseppe Creazzo e Marco Colamonici, della Procura distrettuale reggina, diretta dal procuratore capo, Antonino Catanese. Tutti magistrati che, insieme al procuratore aggiunto, Francesco Scuderi, hanno condotto l' inchiesta sull'omicidio Fortugno. Le indagini che hanno portato agli arresti sono state svolte da un pool di investigatori del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Reggio Calabria. L' equipe di investigatori, composta da specialisti nell' azione di contrasto alla criminalita' organizzata mafiosa, era stata costituita dopo l'assassinio di Fortugno. Per individuare i responsabili dell'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria sono state utilizzate sofisticate tecnologie, con il supporto costante degli specialisti del Servizio di polizia scientifica e del Raparto prevenzione crimine del Servizio controllo del territorio della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato. Questi ultimi hanno sostenuto l' attivita' investigativa attraverso un' attivita' di penetrazione nel territorio della Locride, comprimendo cosi' l'azione delle cosche locali.
OMICIDIO IN AMBITO GUERRA MAFIA LOCRI
L' omicidio Fortugno e' maturato nella guerra di mafia tra i Cordi' ed i Cataldo per la supremazia nel 'locale' di Locri. Tra i catturati c'e' Vincenzo Cordi', di 49 anni, capo dell' omonima cosca, figlio di Domenico Cordi', assassinato nel settembre del 1967 nella strage di piazza Mercato, a Locri, dalla quale scaturi' la guerra di mafia tra i Cordi' ed i Cataldo. Vincenzo Cordi' deve rispondere di associazione mafiosa. Nel novembre scorso quattro esponenti dei Cordi' vennero arrestati per associazione mafiosa e detenzione di armi. I quattro, secondo l' accusa, stavano preparando omicidi e dalle indagini emerse come l'organizzazione aveva la disponibilita' di un grande quantitativo di armi. Uno dei quattro arrestati e' ritenuto oggi tra i responsabili dell' omicidio Fortugno. Gli arrestati di oggi secondo l' accusa erano responsabili anche di un tentato omicidio compiuto a Locri il 19 settembre scorso e di una rapina ai danni di una banca.

fonte: ANSA

lunedì, marzo 20, 2006

Ritorna la Paura....

Vincenzo Cotroneo, centravanti del Locri, freddato alla guida
della sua auto mentre tornava a casa. Era incensurato
Agguato mortale nella Locride
ucciso calciatore dilettante

Aveva giocato anche nelle giovanili del Torino e poi in C/2


BIANCO (Reggio Calabria) - Agguato mortale per un calciatore dilettante nella Locride. Vincenzo Cotroneo, centravanti nella squadra del Locri, 28 anni, incensurato, è stato ucciso la scorsa notte a Bianco, un paese in provincia di Reggio Calabria.

Cotroneo tornava a casa alla guida della sua auto, quando gli è stato teso l'agguato mortale. Secondo i carabinieri la vettura è stata affiancata da un'altra con a bordo due persone, che hanno sparato con un fucile e una pistola. La morte di Cotroneo è stata istantanea.


La squadra in cui Cotroneo giocava disputa il campionato di promozione calabrese, ma secondo i carabinieri della Compagnia di Bianco, che indagano in tutte le direzioni per accertare il movente dell'assassinio, l'omicidio non sarebbe legato al mondo dello sport. Cotroneo era una persona conosciuta in provincia di Reggio Calabria, proprio per la sua attività di calciatore e in passato aveva giocato in numerose squadre. Quello in corso era il secondo campionato che disputava col Locri.

Cotroneo aveva giocato anche sabato scorso, nell'incontro che il Locri aveva disputato in casa contro il Roccella, vincendo per 1-0. Il fatto che fosse incensurato non porta gli investigatori ad escludere un possibile collegamento tra l'omicidio e ambienti della criminalità organizzata, anche se al momento non risulta che il giocatore frequentasse pregiudicati della zona.

Gli elementi in possesso dei carabinieri per fare luce sull'assassinio, almeno per il momento, sono scarsi e non c'è nulla che possa consentire di indirizzare le indagini lungo una pista precisa. L'agguato non ha avuto testimoni: Cotroneo era solo in auto in una zona deserta quando è stato freddato dai suoi assassini.

Compagni ed amici, che non sanno darsi una spiegazione dell' omicidio, lo descrivono come una persona dal forte temperamento e dal carattere deciso, qualità che lo avevano fatto primeggiare, sul piano della personalità, in tutte le squadre in cui aveva militato. Cotroneo aveva giocato nelle giovanili del Torino, poi nella Centese, in C/2 e in Puglia. Quindi, cinque anni fa, il ritorno in Calabria.

Nel novembre scorso Repubblica aveva pubblicato un'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel mondo del calcio.

La Repubblica (20 marzo 2006)

NON SOLO POLITICA....

I temi accesi della campagna elettorale, e più in generale i fatti di politica hanno occupato quasi interamente le pagine dei giornale e ultimamente anche del nostro blog.
Vogliamo però ora segnalarvi due lodevoli iniziative dell’associazione
LIBERA che, da anni, presieduta da Don Luigi Ciotti, si batte contro lo strapotere delle mafie.

Domani 21 Marzo, è indetta a Torino l’undicesima edizione della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle centinaia di vittime delle mafie.
Sarà ancora una volta l'occasione per ribadire la solidarietà nazionale sulla questione della lotta alle mafie, e per rendere tanto più tangibile il filo che legatutti i territori italiani nella memoria, nell'impegno e nella elaborazione di una cultura della legalità.
“Dobbiamo ricordarci - sempre - che se essi sono morti è anche perché noi non siamo stati abbastanza vivi.” Giancarlo Caselli Procuratore della Repubblica di Palermo.

Martedì 22 Marzo, a Genova, è la giornata dedicata al "Cammino contro le mafie" , giornata che vedrà la presenza, tra gli altri, dei trampolieri e i giocolieri della Gurfata, i ragazzi di Locri, i parroci di Certosa, Don Andrea Gallo e la Comunità di San Benedetto al Porto.
“Nella lotta alle mafie, nell'impegno civile per la legalità e la giustizia sociale, la strada da percorrere è lunga, per questo abbiamo pensato al nome di "Cammino", dove tante persone diverse si uniscono e fanno rete, dove nessuno resti mai solo.”

Rivolgiamo quindi l’invito a chiunque abbia la possibilità di andarci, perché pur essendo lontani dalla Calabria, il nemico è comune, e forse nessuno come noi calabresi conosce la reale piaga della mafia. Le mafie sono tante, ma noi siamo molti di più, dobbiamo sconfiggerle e insieme risorgeremo!!!

sabato, marzo 18, 2006

Facciamo OUTING!



Come dimostrato dai sondaggi il risultato delle prossime elezioni del 9 e 10 Aprile si dimostra ancora più che mai incerto. A dispetto di un clima politico teso e nervoso gli elettori si stanno dimostrando sempre più incerti e dubbiosi sul rebus democratico "chi devo votare?".
E' una scelta non facile, ma credo che i motivi più che mai li abbia chiariti nel suo editoriale di una settimana fa Paolo Mieli, ex terzista e credo ancora ottimo direttore del più autorevole e letto giornale italiano il Corriere della Sera.

Una scelta coraggiosa, che ha ricevuto gli elogi del Centro Sinistra e gli insulti del Centro Destra, io la giudico una scelta in linea con i principi deontologici dei giornalisti e non credo mini in alcun modo la credibilità né del giornale né dei giornalisti del corriere che hanno dimostrato con un comunicato del Cdr la loro stima verso il direttore. Alla base della scelta di Mieli c'è un discorso serio e misurato che analizza i cinque anni di governo con metodo empirico e li boccia anche se non completamente. Le conclusioni sono chiare, in una Democrazia e alla luce della sempre nominata "alternanza" è bene che ora ci sia un cambiamento del Governo del Paese.


Non fa una piega! Io ho aspettato a lungo ma credo sia giunto il momento di dirlo:

ANCHE IO AUSPICO UNA VITTORIA DEL CENTRO SINISTRA!

Ho creduto nel terzismo ma ora non ci credo più, a farmi cambiare idea definitivamente sono stati i dati diffusi due giorni fa dalla Banca d'Italia che descrive uno Stato Italiano IN GINOCCHIO!, badate che non uso toni apocalittici per enfatizzare le mie teorie ma perché così è.


Il Wall Street Journal ha infatti pubblicato un articolo a commento di quei dati che danno il debito pubblico aumentato (cosa che non accadeva da 10anni) e anche l'avanzo primario sta a 0....
Il giornale aggiungeva che i nostri titoli obbligazionari somigliano sempre di più a quelli Argentini e il problema in Italia non è da poco e la situazione ci mette poco a diventare tragica... Insomma la situazione è critica, e io credo sia palese il fallimento di questo governo, con tutte le congiunture che volete ma è un fallimento e va ammesso.

Tralascio i problemi per Noi giovani e il Nostro futuro, perché potrei essere tacciato di disfattismo nazionale, ma anche lì c'è da piangere. I ragazzi parigini ci insegnano che dobbiamo dimostrare oggi più che mai che il futuro è Nostro... ma tutto dipende da Noi, non credo nei complotti politici, c'è certamente una politica ammalata di gerontocrazia, ma credo anche che c'è bisogno di IMPEGNO, e di DIMOSTRARE di averlo, di SACRIFICI....


VOGLIAMO CONTARE DI PIU'??, ALLORA DIMOSTRIAMOLO!!