L'assordante silenzio della carta stampata nazionale.
Chi segue questo Blog sicuramente si aspettava qualche rigurgito da parte mia o di qualcuno sulle puntate di PANE E POLITICA andate in onda nelle scorse due domeniche su Rai 3. Ma chi segue questo Blog sà bene che Noi queste cose le URLIAMO da tempo, riportiamo da due anni ormai le notizie più significative della stampa e anche se il tempo non mi permette più di pubblicare la vecchia rassegna giornaliera dei giornali nazionali e locali che parlano di Calabria, Locride e Roccella, le notizie più importanti cerchiamo sempre di pubblicarle.Beh perché non ve ne abbiamo parlato, perché nei giornali nazionali non se ne è parlato per niente, basta fare una piccola ricerca su google news o sulla rassegna della camera per verificare quello che diciamo. Allora forse è bene citare quello che scrive su La Riviera Antonio Orlando in un articolo dal titolo molto significativo: "Il sonno della ragione genera mostri."
Questa è la Calabria, questa è diventata la Calabria, questa hanno voluto che fosse la Calabria, questa abbiamo permesso che diventasse la Calabria. Un triste ritornello afferma che ogni popolo ha i governanti che si merita, e perché mai? Non c’è stato bisogno, in questa bella inchiesta, di scomodare i soliti, vecchi e triti, luoghi comuni. Il bravo, bravissimo, Riccardo Iacona non ha avuto bisogno di tirare in campo la ‘ndrangheta, i padrini, le faide; non è stato necessario trattare della onnipotenza mafiosa, della piovra tentacolare che soffoca una amara terra che vorrebbe liberarsi da questa ragnatela opprimente, cosciente delle proprie enormi potenzialità di sviluppo e di progresso. Per fortuna questa melensa solfa ci è stata risparmiata. Questa volta l’alibi, sempre comodo e sempre a portata di mano, della mafia non c’era e non fosse stato per le località, fin troppo conosciute e fin troppo riconoscibili, si poteva trattare di un’altra regione qualsiasi dell’Italia. La classe politica calabrese ha dato il meglio di se in quella trasmissione e dobbiamo esserle grati. Grati per la sfacciataggine, grati per l’arroganza, grati per l’indifferenza, grati per la smania di potere, grati per l’esibizionismo, grati per il cinismo, grati per l’ingordigia, grati per l’intollerabile oppressione che esercitano su tutti noi senza alcuna remora e senza alcuno scorno. Per tutto questo e per molto altro non possiamo non essere a tutti lor signori della politica grati.
E bisogna dirlo, il cane da guardia dei potenti che doveva essere una volta la carta stampata oggi è stato Riccardo Iacona, confermando la sua felice anomalia. Va sul posto, scartabella documenti, indaga, intervista chi conosce i fatti e gli interessati. Fa il giornalismo d'inchiesta, merce rara, rarissima in generale e nella Rai. E' chiaro, preciso, documentato, coraggioso.
Come si può chiedere il rispetto per le istituzioni, per i politici, per la politica. Come ci si può presentare come una forza nuova e riformatrice chiedendo ai cittadini di "tirare la cinghia" quando la situazione in Calabria è quella che descrive Iacona. E' un discorso che vale per tutti e, in particolare, per la sinistra. Sono proprio i partiti della sinistra gli alfieri dell'etica, le forze con alle spalle una gloriosa storia di battaglie per i diritti dei lavoratori e dei ceti più umili, i soggetti con l'immagine più colpita. E' un comportamento scorretto che viola le regole fondamentali della separazione e della distinzione fra interessi pubblici e quelli di partito (se non personali). L'autodelegittimazione avanza. Perde la politica e rischia di vincere l'antipolitica. Leo Longanesi scriveva: "Non sono certo del mio senso morale: sono sicuro soltanto dei miei rimorsi".
Alcune di quelle cose, forse i calabresi le conoscevano e forse facevano finta di non conoscerle: oggi non hanno più nemmeno quell’alibi. Sicuramente tra le sorprese di una classe dirigente scadente, clientelare ed incapace, spicca a sorpresa la scandalosa condizione della sinistra calabrese ed in particolare di quella parte che continua a farsi chiamare “comunista”.




